Separazione delle carriere, uno sguardo al modello inglese

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Il disegno di legge sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è ora all’esame del Parlamento. Per il guardasigilli Carlo Nordio la riforma costituzionale è necessaria per dare piena attuazione al processo di stampo accusatorio ideato e voluto da Giuliano Vassalli.

Diversamente dall’assetto inquisitorio del codice di procedura penale emanato in epoca fascista, il codice Vassalli del 1988 poggia sulla perfetta equidistanza tra accusa e difesa e di queste dal giudice. Il modello è in uso da secoli negli ordinamenti di tradizione anglosassone, tra cui Regno Unito e Stati Uniti.

“A me piace il processo all’inglese: il pubblico ministero è l’avvocato dell’accusa e le indagini le fa Scotland Yard”, ha detto Nordio ospite di Giovanni Floris a Dimartedì, nel dicembre scorso. Il prosecutor – ossia il magistrato requirente – “dà la garanzia che le indagini siano state fatte secondo la legge, e se trova elementi sufficienti per portare l’imputato a processo sostiene l’accusa”, ha detto il Guardasigilli durante l’intervista.

In Inghilterra e in Galles, il “Crown Prosecutor” (procuratore della Corona) è un avvocato. Che sia un barrister (patrocinante presso le Corti), o un solicitor (specializzato in attività stragiudiziale), concluso il periodo di pratica, chi esercita la professione forense può entrare negli uffici dell’accusa. Anche il giudice (judge) è prima un legale, con una certa esperienza professionale alle spalle.

Come in Italia, gli uffici inglesi del pubblico ministero hanno una struttura gerarchica. I procuratori, che si differenziano per anzianità, dipendono dal Chief Crown Prosecutor (Procuratore capo della Corona), che, a sua volta, fa capo al Director of Public Prosecutions (Capo dell’Ufficio della pubblica accusa), al vertice del Crown Prosecution Service, con sede a Londra. “To make sure that the right person is prosecuted for the right offence”: “Assicurarsi che la persona giusta sia perseguita per il reato giusto” è la missione del Cps, come si legge nel sito istituzionale.

Il Capo dell’ufficio della Pubblica Accusa è di nomina governativa ed è soggetto alla supervisione dell’Attorney General (Procuratore Generale), consulente legale della Corona e responsabile dinanzi al Parlamento per le attività del vertice della magistratura requirente. L’Attorney General è figura differenziata dal Segretario di Stato alla Giustizia, assimilabile al Ministro della Giustizia italiano.

Al Crown Prosecutor spetta valutare la sostenibilità dell’accusa in giudizio. Esso, infatti, decide se ci sono prove sufficienti per portare un caso dinanzi a una Corte. A differenza del sistema italiano, il pubblico ministero non conduce le indagini: è netta la separazione e indipendenza di ruoli con la polizia giudiziaria, che è chiamata a gestire l’intera fase investigativa e a formulare l’imputazione (charge). Una volta concluse le indagini e in totale autonomia rispetto alle risultanze di polizia, il Prosecutor decide se esercitare l’azione penale davanti a una Corte o archiviare.

Il “Code for Crown Prosecutions” emanato nel 2018 dal Capo dell’Ufficio della pubblica accusa, definisce i principi generali che devono guidare i pubblici ministeri nell’esercizio dell’azione penale. Tra questi, il Prosecutor deve valutare se le prove del fatto di reato “siano affidabili e credibili, e se non ci sia altro materiale che potrebbe comprometterne la sufficienza”.

Una “realistica prospettiva di condanna”, prosegue il testo, si fonda sulla “oggettiva valutazione delle prove” non solo in favore di una prognosi di colpevolezza, ma anche (e soprattutto) a sfavore, e quindi a discolpa del sospettato.