Si amplia l’orto sociale all’interno del carcere di Ascoli Piceno

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Non solo alberi di olivo e piante aromatiche, nell’orto sociale del carcere di Ascoli Piceno dalla prossima stagione potranno iniziarsi a raccogliere anche cavolfiori, broccoli, verze, cavoli cappucci, finocchi e insalata. Le piantine sono state messe a dimora qualche giorno fa nel corso di un incontro in cui  la vice presidente della Regione Marche Anna Casini e la direttrice del carcere Eleonora Consoli hanno presentato la nuova versione dell’orto, ampliato  dall’Assam (Agenzia regionale per i servizi agricoli), irrigato  grazie alla collaborazione del Consorzio Idrico Piceno.

L’attività all’interno della Casa circondariale di Marino del Tronto non è finalizzata alla commercializzazione: i prodotti saranno coltivati e consumati dagli stessi detenuti affidatari dell’orto sociale che potranno così sperimentare la gestione in autonomia di un impegno responsabilizzante e produttivo.

Il progetto Orto sociale in carcere, realizzato grazie a un protocollo siglato insieme all’Amministrazione penitenziaria Emilia Romagna-Marche, è in corso anche ad Ancona Barcaglione e in futuro sarà esteso anche negli istituti penitenziari di Ancona Montacuto e a Pesaro.

Per completare il ciclo coltivazione-consumo, gli organizzatori stanno studiando l’allestimento di un corso sull’utilizzo in cucina dei prodotti provenienti dall’orto.