‘Si sostiene…in carcere’, il progetto che emancipa le donne detenute

Corsi Soroptimist-Fabbri Spa per allieve gelatiere in carcere
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Migliorare la vita delle donne attraverso la consapevolezza, il sostegno e l’azione è la mission di Soroptimist International, associazione mondiale nata nel 1921 negli USA e diffusasi in 132 paesi, tra cui l’Italia, con 3.000 Club e oltre 75.000 socie, provenienti da categorie professionali diverse.

Dall’ottobre 2017, Soroptimist Italia promuove il progetto “Si sostiene…in carcere” per fornire un’alternativa concreta alla detenzione e sostenere le detenute tramite percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le direzioni degli istituti penitenziari, grazie al protocollo d’intesa con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero Giustizia.

In linea con i dettami dell’art. 27 della Costituzione sulla finalità rieducativa della pena, il progetto prevede formatori qualificati come Università, Scuole, Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, cooperative sociali e aziende private per poter rilasciare diplomi facilmente spendibili nel mondo del lavoro.

Dal 2017 a oggi “Si sostiene…in carcere” è entrato in 39 istituti con sezioni femminili, coprendo circa il 60% delle carceri con donne ristrette, promuovendo 172 iniziative e coinvolgendo 1.308 detenute; sono stati realizzati corsi per bibliotecaria, parrucchiera, estetista, governante, torrefattrice, pasticciera, sarta, cake designer, apicoltrice, manutentrice del verde, coltivatrice di orti e piante aromatiche ma anche percorsi innovativi come educatrice di cavalli e restauratrice. Per 109 detenute, una volta seguiti i corsi, si sono aperte le porte del mondo del lavoro grazie alla fruizione di borse retribuite, sia dentro che fuori dal carcere.

Nell’ambito del progetto, risulta vincente la partnership tra Soroptimist e la storica azienda dolciaria ‘Fabbri 1905’, leader internazionale per la produzione alimentare nel mondo della gelateria, che ha contribuito alla formazione gratuita di 111 donne detenute come gelataie artigianali nel solo biennio 2024-2025.

Il 18 febbraio si è conclusa la prima delle dieci tappe previste per il 2026. Sotto la guida di Rosa Pinasco, docente della Scuola MasterClass della ditta Fabbri, in collaborazione con il Soroptimist Club di Cagliari, si è svolto il “Corso base di gelateria artigianale” all’interno della casa circondariale Ettore Scalas di Uta – Cagliari.

Corsi Soroptimist-Fabbri Spa per allieve gelatiere in carcere

Dopo una concreta dimostrazione delle competenze acquisite, mediante la presentazione di una serie di sorbetti e gelati di vari gusti, la formatrice ha conferito dieci diplomi alle ristrette partecipanti, alla presenza del direttore e della vicedirettrice dell’istituto, della responsabile dell’area educativa e del comandante della polizia penitenziaria.

L’iniziativa continuerà a marzo negli istituti di Trento, per poi spostarsi a Venezia, Como, Pesaro, Perugia. Bologna, Cosenza, Caserta e Palermo.

Il binomio formazione-lavoro si conferma, ancora una volta, un solido strumento per integrare il detenuto nel tessuto sociale e, di conseguenza, abbassare il rischio di recidiva.

Nell’ambito del reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute, come lo stesso ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha ribadito: “Il lavoro è l’antidoto all’ozio e al bisogno, come ricordava Voltaire. In carcere, il rischio della solitudine e dell’inattività può condurre anche a forme di disagio psichico. Il lavoro fisico, così come lo sport, offre una via di sfogo e al contempo un’opportunità di crescita, disciplina e rispetto delle regole».

C’è la necessità, quindi, come sostenuto dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, di creare innanzitutto una cultura del lavoro all’interno delle carceri.