Sisto: “Escludere il risarcimento
del danno, norma di grande civiltà”

Francesco Paolo Sisto - Viceministro (foto Ministero della giustizia)
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“Una norma di grande civiltà” l’ha definita il Viceministro Francesco Paolo Sisto, durante l’intervista rilasciata ad Alessandro Barbano e Michele Ricciotti per il Quotidiano del Sud. Si tratta della modifica dell’articolo 185 del codice penale contenuta nel decreto sicurezza, che esclude il risarcimento del danno conseguente alla reazione della vittima di reati gravi, come il sequestro di persona, la violenza sessuale, la rapina e altri: “Di grande civiltà e ricognitiva in concreto – ha spiegato Sisto – della necessità che l’autore di un crimine grave debba essere consapevole, prima di scegliere il male, che se dalla reazione subisse dei danni, quei danni non gli sarebbero risarciti”.

Ragionando sulla legislatura quasi in chiusura e su quanto resta ancora da fare, Sisto, a proposito della riforma che ha limitato le intercettazioni ‘a strascico’ tiene a precisare che “é il Parlamento che scrive le leggi e i magistrati che le applicano”, mentre sul ‘tribunale collegiale’ – tre giudici chiamati a valutare i provvedimenti di custodia cautelare – garantisce che “a novembre saremo pronti a far entrare in vigore questa importante normativa”.

Sisto, che sull’istituto della grazia ha ricordato che “non é un procedimento giurisdizionale ma amministrativo, cioè non deve debellare la sentenza, ma ha la sentenza come proprio presupposto”, alla domanda degli intervistatori “se sia preoccupato per il destino del garantismo nel nostro Paese” ha risposto: “Mi batto per difendere determinati principi. Il garantismo è tensione verso il garantismo: bisogna sempre stare attenti ed evitare colpe da omessa vigilanza. La qualità di una norma spesso dipende da una parola, un inciso, addirittura da una virgola. Ci vogliono competenza e attenzione per essere sicuri che i principi incisi nella Costituzione siano rispettati”.

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