Sisto: “Nessuna forzatura dei tempi, ma neanche pause inutili”
24 Marzo 2025
“Nessuna forzatura dei tempi, ma nemmeno pause inutili” esordisce Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, sul Giornale, intervistato da Luca Fazzo. Si riferisce ai quattro passaggi parlamentari previsti dalla Carta per una riforma costituzionale. “Appena il Senato avrà dato il suo via libera, il testo potrà tornare alla Camera in seconda lettura” prosegue Sisto “Senza stressare la Carta, é possibile che in estate si possano esaurire tranquillamente i quattro passaggi parlamentari” e finalmente si possa vivere “un meraviglioso referendum, una vera festa della democrazia diretta”. Del cui esito forse non é sicuro, anche perché “l’intelligenza è parente del dubbio” ma “ottimista, fiducioso in una scelta matura degli italiani verso il giusto processo”.
Sul tema Sisto è stato intervistato anche da Edoardo Sirignano per Il Tempo e all’obiezione del giornalista circa le lentezze del sistema giustizia, replica “con una serie di interventi a effetto multivitaminico. I tempi di definizione dei procedimenti civili sono diminuiti di circa il 20%, quelli dei processi penali già del 29%” e dettaglia, in prospettiva Pnrr, come tutto questo si traduca: “assunzioni massicce di personale, concorsi in magistratura a ripetizione, investimenti pervicaci sulla digitalizzazione delle procedure, attenzione all’edilizia giudiziaria”. Molti i temi toccati, dal timore di veder finire il Pm sotto l’esecutivo – “nella riforma è scritto esattamente il contrario” assicura Sisto – agli errori giudiziari che continuano a penalizzare tanti innocenti – “Abbiamo tre gradi di giudizio, per questo nessuno deve mai pensare di metterli in discussione” puntualizza il viceministro -. Sisto fa riferimento alla compattezza della maggioranza pur nelle rispettive peculiarità ma anche ad alcuni partiti dell’opposizione che “già al primo passaggio della riforma costituzionale hanno votato assieme a noi. Un bel segnale di coraggio”.
E’ speranzoso Francesco Paolo Sisto, “Sono convinto che alla fine prevarrà la logica del cuore puro e della retta coscienza. Ecco perché andiamo avanti consapevoli del ruolo gestito nell’esclusivo interesse del cittadino”.