Sospesi due poliziotti penitenziari in servizio a Rebibbia Femminile

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La sospensione dalle funzioni per un anno è stata disposta nei confronti di due poliziotti penitenziari, una sovrintendente e un assistente capo coordinatore in servizio nell’istituto di Roma Rebibbia Femminile, accusati di “concorso in falso ideologico su atto fidefacente”, commesso per occultare un ulteriore reato, e di “abuso di autorità contro arrestati o detenuti”.

La misura cautelare interdittiva è stata eseguita oggi dal Nucleo Investigativo Centrale (NIC) della Polizia Penitenziaria, attraverso il reparto regionale di Roma. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Roma.

L’operazione è il risultato delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo Regionale (NIR) di Roma e sono partite da una segnalazione del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise. L’ipotesi è che i due appartenenti al Corpo abbiano fatto uso della forza, fuori dai casi consentiti, nei confronti di una detenuta ristretta nel carcere femminile, sottoponendola a misure di rigore non previste dall’Ordinamento Penitenziario.

Le indagini hanno documentato, attraverso il sistema delle telecamere per la sorveglianza interna, che la sovrintendente e l’assistente abbiano attestato in maniera falsa quanto avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2020, rappresentando nella successiva relazione di servizio fatti risultati non veritieri, come l’aggressione della detenuta nei confronti della poliziotta in realtà mai avvenuta, e omettendone altri.