“Sprigioniamo sapori”, l’arte pasticcera siciliana insegnata ai detenuti
18 Giugno 2019
Un tripudio di cannoli, paste reali, pupe di zucchero e torroni per sprigionare i sapori e i profumi della tradizione pasticcera siciliana. Piccoli peccati di gola che aiuteranno a compiere ben più grandi miracoli di rinascita a nuova vita.
È questa la finalità di “Sprigioniamo sapori”, il progetto finanziato dal Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Sicilia nell’ambito dell’Avviso 10/2016, illustrato nei giorni scorsi nel teatro della Casa Circondariale “Pagliarelli – Antonio Lorusso”. Alla presentazione hanno partecipato il dirigente dell’Assessorato alla Famiglia Letizia Di Liberti, il direttore dell’istituto Francesca Vazzana e diverse autorità locali.
Attraverso una serie di attività, che vanno dall’orientamento (a cui hanno partecipato circa 140 detenuti) alla formazione di cinque gruppi per un totale di 50 persone, ai laboratori e ai tirocini formativi retribuiti per circa 20 unità, il progetto intende a favorire una nuova possibilità per i detenuti e permettere il loro reinserimento nella società civile. Grazie all’esperta guida di maestri pasticceri, coordinati da Salvatore Cappello, 60 detenuti sui 120 selezionati, uomini e donne, impareranno la millenaria arte della pasticceria siciliana.
Il progetto sarà gestito dall’Associazione IDEA in partenariato con Associazione Orizzonti Onlus e Pasticceria Cappello e con la fattiva collaborazione della casa circondariale palermitana.