Stefano Sottile, sul tetto del mondo partendo dalla “Lorusso e Cutugno”

Stefano Sottile
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Immaginatevi un ragazzo di un metro e ottantadue che vola al di là di un’asticella posta a 2.33: mezzo metro buono oltre la sua statura, una sfida aperta alla forza di gravità. Immaginatevi un ragazzo di vent’anni o poco più che fino a sei mesi fa era infortunato e cliente fisso della fisioterapia di Casal del Marmo, la sede romana delle Fiamme Azzurre, ed ora è il numero uno al mondo nel salto in alto. Immaginatevi un ragazzo – possiamo chiamarlo Stefano Sottile – nato e cresciuto a Borgosesia, ad un passo dalle montagne, e che per allenarsi si trasferisce a Torino, ospite della caserma agenti del “Lorusso e Cutugno”. E da lì, ogni giorno sulla pedana dello Stadio “Primo Nebiolo”, costruisce il suo sogno olimpico. Sì, possiamo chiamarlo Stefano Sottile perché è proprio lui il ragazzo di cui parliamo, salito a 233 centimetri per vincere il suo secondo titolo assoluto, il primo all’aperto dopo quello indoor del 2018. E’ successo sulla pedana di Bressanone, nell’umida serata di domenica 28 luglio: miglior misura mondiale dell’anno, minimo olimpico per Tokyo 2020 e primato italiano under 23 tolto a Gianmarco “Gimbo” Tamberi. Stefano, chiariamolo subito, è un giovanotto aperto e socievole – moderatamente “social”, come tutti i ragazzi della sua età – ma non ha ambizioni di tendenza: il suo tecnico è una ex saltatrice di valore nazionale, Valeria Musso, ugualmente riservata quanto applicata al lavoro in pedana. Da quando è stato reclutato dalla Polizia Penitenziaria, nel dicembre 2016, lo segue in raduno anche il responsabile delle Fiamme Azzurre Giulio Ciotti: e proprio a lui Stefano ha tolto un primato di club più che rispettabile, quel 2.31 che il romagnolo aveva portato a 2.31 nel 2006. Il ragazzo di Borgosesia fa stanza a Torino, ma la sua sede di servizio è la Casa Circondariale di Biella: e comunque il suo dovere è ora fare l’atleta, esattamente il motivo per cui ha partecipato alle selezioni nel Gruppo Sportivo con le robuste credenziali di campione del mondo under 18, l’unico azzurro ad aver mai vinto un titolo iridato in quella fascia di età.

Chiara Rosa
Chiara Rosa – foto di Giancarlo Colombo
Eloisa Coiro
Eloisa Coiro – foto di Giancarlo Colombo

Ai Tricolori di Bressanone, le Fiamme Azzurre sono state le star dei campionati: 12 atleti, sette titoli assoluti oltre a due secondi e due terzi posti. L’unica a mancare l’obiettivo del podio è stata la “matricola” Gaia Sabbatini, anche perché coinvolta in una folle strategia autolesionista da parte delle favorite sulla distanza dei 1500 metri. E allora mandiamo agli atti le maglie tricolori conquistate da Stefano – che, detto per inciso, avrebbe dominato anche i Trials americani disputati lo stesso giorno a Des Moines e vinti con 2.30 – e poi da Zaynab Dosso sui 100 metri (11”47), da Eleonora Giorgi nella 10km di marcia (45’29”), una doppietta sugli 800 metri per merito di Eloisa Coiro (2’05”83) e di Simone Barontini (1’47”89), il quindicesimo titolo consecutivo di Chiara Rosa nel peso (16.10) e il “miracolo” della discobola Stefania Strumillo (57.33 sotto la pioggia). Parliamo di un mezzo prodigio, perché Stefania non solo ha costretto alla resa il recente oro delle Universiadi Daisy Osakue, la fiamma gialla che in stagione era andata oltre i 61 metri, ma c’è riuscita usufruendo di un permesso della Scuola di Formazione di Verbania. La lanciatrice emiliana è infatti una “allieva agente” prestata alle Fiamme Azzurre perché è una vera campionessa, ma non aveva avuto occasione di tentare le selezioni con il concorso speciale per il Gruppo Sportivo: e ora, entrata nella Polizia Penitenziaria con le procedure ordinarie, ha pensato bene di onorare il Corpo di appartenenza con questa straordinaria impresa.

Eleonora Giorgi
Eleonora Giorgi – foto di Giancarlo Colombo
Simone Barontini
Simone Barontini – foto di Giancarlo Colombo

Quanto ai due argenti, sono arrivati da Elena Bellò sui 1500 metri e da Zahra Bani, veterana quasi quarantenne superata all’ultimo lancio dalla “baby” giavellottista e oro europeo juniores Carolina Visca (57.83 contro il 58.47 della romana, nuovo primato italiano U20). I due bronzi sono al collo di Valeria Roffino sui 5000 metri – qui mancava la nostra campionessa uscente Nadia Battocletti, un po’ affaticata dopo l’argento continentale juniores in Svezia – e del sorprendente Lorenzo Veroli nei 400 ostacoli (52”00).

Stefania Strumillo
Stefania Strumillo – foto di Giancarlo Colombo
Zaynab Dosso
Zaynab Dosso – foto di Giancarlo Colombo

A questo punto guardiamo con fiducia ai prossimi appuntamenti: dal 9 all’11 agosto sono in calendario i Campionati Europei a squadre e ci aspettiamo di vedere diverse fiamme azzurre in formazione. Più avanti i Mondiali di Doha, a partire dal 27 settembre.