Stresa 2025, Nordio: “referendum nella prima metà di marzo”

Nordio al Forum Stresa 2025 intervistato da Gian Marco Chiocci
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“I sondaggi sono oscillanti, ma sembrano tutti a favore del sì”. È il commento a caldo del ministro Carlo Nordio – ospite del Forum Stresa 2025 di Fondazione iniziativa Europa – al dato del 53% del popolo dei social network che, ad oggi, voterebbe a favore della riforma.

Intervistato dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, il Guardasigilli sottolinea che “se faremo un’opera di informazione adeguata, senza essere particolarmente politicizzati, e spieghiamo bene agli italiani qual è il significato di questa riforma, i cittadini andranno a votare e saranno favorevoli in buona maggioranza”.

Il referendum sulla modifica costituzionale che contiene separazione delle carriere, doppio Csm e alta corte disciplinare, si terrà tra pochi mesi: “direi nella prima metà di marzo”, dice Nordio.

Spazio ai temi di stretta attualità. Sul caso dell’allontanamento dei tre bambini dai genitori che vivono in un bosco in Abruzzo, il Guardasigilli dice che “bisogna fare accertamenti profondi, in questo momento è prematuro fare qualsiasi considerazione procedurale”.

Il Ministro cita lo stato di natura del filosofo Jean-Jacques Rousseau: “bisogna vedere se vivere così – prosegue – compromette o meno l’educazione dei bambini, però penso che i genitori siano i primi a essere consapevoli dei loro doveri”, evidenziando come gli approfondimenti siano necessari perché “strappare un bambino a una famiglia è un atto estremamente doloroso”.

Sulla polemica degli scorsi giorni, che vede tra i presunti sostenitori della separazione delle carriere anche Licio Gelli, a capo della loggia massonica P2, Nordio chiarisce: “mi sono documentato, Gelli voleva l’unità delle carriere, entrambe sottoposte all’esecutivo. Si tratta di una polemica sterile”.

Chiocci domanda al Ministro un commento sull’intervista di Giovanni Minoli a Luca Palamara su Rai Radio 1. Il Guardasigilli parla di “una bomba esplosiva”. Si tratta infatti di “60mila chat rimaste sepolte con la polvere messa sotto il tappeto durante le inchieste”, e di “una vera e propria cospirazione da parte della magistratura nei confronti dell’allora primo ministro”, Silvio Berlusconi.

Minoli, Palamara e Montanelli sulla giustizia prima del referendum

L’ex magistrato “era la chiave di volta di questo sistema che si reggeva sull’equilibrio delle correnti, e lui, essendo della corrente di mezzo, le dominava tutte, era il punto di incontro e di composizione degli interessi”, prosegue Nordio. Che rilancia: “se lui dice queste cose quantomeno accertiamole; non sono state accertate perché in quelle chat molto probabilmente, anzi, secondo Palamara, c’è mezza magistratura italiana”.

Quanto al dibattito referendario, il Ministro vede il rischio che la consultazione si trasformi “in una sorta di violenta contrapposizione politica”. Un elemento pericoloso, perché la magistratura “perderebbe l’aura di imparzialità e indipendenza che deve avere”. Il Guardasigilli torna ad auspicare che “la magistratura faccia una dibattito acceso e forte ma mantenuto in termini tecnico giuridici”.

Infine, sulla responsabilità delle toghe, Nordio ribadisce che essa “non va affrontata colpendoli nel portafoglio, intanto perché i magistrati sono assicurati, lo sono anch’io; ma soprattutto perché il magistrato inadeguato va punito sulla carriera, prima con una serie di ammonizioni e poi con la rimozione”.