Studenti di Giurisprudenza in visita all’Istituto minorile “Malaspina” di Palermo
16 Maggio 2025
Una giornata di confronto tra teoria e realtà quella vissuta ieri dagli studenti della Facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo all’Istituto penale per i minorenni “Malaspina”. L’incontro, promosso dal professor Bartolomeo Romano, titolare della cattedra di Diritto Penale, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento per i futuri giuristi, chiamati a confrontarsi direttamente con le dinamiche del sistema della giustizia minorile.
Ad accogliere gli studenti, Clara Pangaro direttore dell’Istituto, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e del ruolo che l’Università può svolgere nella formazione di una coscienza giuridica consapevole. “Relazioni come queste – ha affermato – rafforzano i legami tra i diversi attori del sistema e favoriscono una visione integrata della funzione rieducativa della pena”.
Presente anche Sabrina Martorana, dirigente della polizia penitenziaria e responsabile dell’area sicurezza del Centro per la giustizia minorile di Palermo, che ha portato i saluti di Santo Ippolito, direttore, sottolineando l’importanza di iniziative che avvicinano il mondo accademico alle strutture operative della giustizia.
A offrire una panoramica giuridica dettagliata sono state Claudia Caramanna, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, e Alessandra Puglisi, presidente facente funzione del medesimo Tribunale. Le due magistrate hanno illustrato l’attività dei loro uffici, evidenziando le peculiarità normative che caratterizzano il sistema penale minorile e le esigenze specifiche di minori e giovani adulti coinvolti nei procedimenti.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti più pratici e operativi del lavoro all’interno dell’Istituto e del Centro di prima accoglienza. Paolo Li Marzi, comandante di reparto, ha rappresentato l’area sicurezza, mentre per l’area trattamentale sono intervenuti Isabella Russo, referente del Centro di prima accoglienza e Salvatore Pennino, coordinatore dell’area tecnico-educativa dell’Istituto penale che hanno posto l’accento sulle strategie educative e sul lavoro multidisciplinare svolto per promuovere il recupero dei giovani detenuti.
L’incontro ha suscitato grande interesse tra gli studenti, che hanno potuto osservare da vicino la complessità e l’umanità di un sistema spesso raccontato solo nei manuali. Una lezione fuori dall’aula, che ha ribadito il valore della pena come strumento di reinserimento e crescita, soprattutto nel mondo minorile.