Successo per i notai italiani: sulla legislazione europea sono i più preparati

Redazione di un atto da parte del notaio
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I notai italiani sono risultati i più attenti alla formazione rispetto ai colleghi europei e hanno raggiunto con due anni d’anticipo l’obiettivo prefissato dalla Commissione europea. Questo è il risultato emerso durante il programma di formazione giudiziaria europea promosso dalla Commissione europea, noto con il nome di European judicial training 2018, dedicato a tutti gli operatori giuridici previsti negli ordinamenti degli Stati membri. L’Italia si posiziona pertanto in testa alle graduatorie nel 2017, davanti a Francia, Spagna, Romania e staccando nettamente tutti gli altri Paesi Ue.

Nel corso del 2017, i notai italiani hanno partecipato a 78 sessioni di aggiornamento per accrescere le proprie competenze sul diritto Ue e sulle leggi nazionali di altri Stati membri. Gli elementi del diritto Ue, infatti, caratterizzano sempre più la trasformazione in atto per i cittadini e le imprese europee nei più importanti passaggi della vita quotidiana. Ai notai vengono richieste competenze e capacità di muoversi in ambiti internazionali per far fronte a convenzioni matrimoniali, passaggi immobiliari, testamenti e operazioni societarie.

Secondo i dati del Consiglio dei Notariati Ue sono più di 8 milioni i cittadini europei che non risiedono nel proprio Paese d’origine e 2,45 milioni le proprietà immobiliari che appartengono a persone residenti in uno Stato diverso da quello in cui si trova il bene. Inoltre ogni anno in Europa si aprono 450.000 successioni che presentano una dimensione internazionale, per un valore superiore a 123 miliardi di euro. Per quanto riguarda le convenzioni matrimoniali, invece, il 13% di queste viene contratto da coppie di diversa nazionalità; a questo si aggiunge che l’Unione
europea conta 16 milioni di coppie di diversa nazionalità e che il 20% delle unioni civili riguarda questa tipologia di coppie.

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