Svolta green sull’isola di Gorgona: protagonisti i detenuti e gli agenti

Isola della Gorgona
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L’isola di Gorgona rappresenta un autentico polmone verde, ricoperta da una folta vegetazione e aree boschive. Ma è anche una isola-penitenziario. Questo territorio, grazie a un sistema innovativo di fitodepurazione delle acque e ad azioni energetiche che non prevedano incrementi di CO2, sta per diventare autosufficiente e green.


Per illustrare il virtuoso cammino, è stato presentato, nella Sala Cerimonie del Palazzo Comunale di Livorno, il progetto per la realizzazione di due interventi innovativi, improntati alla sostenibilità ambientale, nell’ambito del finanziamento da oltre 684mila euro che il Fondo per gli investimenti nelle Isole Minori del Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio ha assegnato al progetto presentato da Comune di Livorno, ASA e Amministrazione Penitenziaria.
Decisivi, in questo percorso, sono stati proprio i detenuti e gli agenti del penitenziario toscano che, sin dagli albori dell’ iniziativa hanno fornito un significativo contributo.
“Ho seguito il progetto e mi sono fatto parte attiva – commenta il direttore della casa circondariale di Livorno – Carlo Mazzerbo-, di comune intento con le altre realtà che hanno partecipato, fra cui va sottolineato l’apporto fondamentale di ASA e Comune di Livorno”.
“La parte più interessante- ritiene il direttore- è che i tecnici si sono recati sull’isola, oltre che per i sopralluoghi di rito, anche per coinvolgere gli ospiti del carcere e gli agenti sotto il profilo della nella messa a punto. Tale coinvolgimento proseguirà anche in sede di gestione ordinaria dell’impianto, quando sarà completato. La particolarità è che l’intervento permetterà di completare il circolo di depurazione già esistente. Le acque prodotte saranno ulteriormente depurate e indirizzate all’ uso agricolo, riducendo i costi”.
Mazzerbo conclude con un auspicio: “Ciò dovrebbe ulteriore sviluppo a questa attività, magari consentendo di impiegare un numero ancor più ampio dei detenuti. In questo senso voglio sottolineare che l’attività agricola che intendiamo sviluppare costituisce il focus del progetto di rilevanza nazionale PON Inclusione”