Svolta rosa a Torino: Anna Maria Loreto nuova Procuratore capo
18 Dicembre 2019Torino ha un nuovo Procuratore capo e per la prima volta si tratta di una donna. A un anno di distanza dal pensionamento di Armando Spataro, il Consiglio Superiore della Magistratura ha nominato Anna Maria Loreto nuova Procuratore capo del capoluogo piemontese. Lo ha deciso a maggioranza il plenum riunito stamattina a Palazzo dei Marescialli: Loreto ha superato il diretto concorrente, Salvatore Vitello – già procuratore capo a Siena – per 12 voti contro 7.
Sotto la Mole Anna Maria Loreto arriva nel 1981, mentre Procuratore capo è Bruno Caccia, il magistrato che due anni dopo morirà in un agguato, inizialmente rivendicato dalla Brigate Rosse ma poi attribuito a uomini della ‘ndrangheta piemontese.
Loreto ha svolto la sua carriera interamente a Torino, dove dal 1983 al 2009 è stata sostituto procuratore e dal 2009 al 2017 procuratore aggiunto, per poi tornare recentemente a svolgere funzioni di sostituto, in base alla regola sulla temporaneità degli incarichi direttivi e semidirettivi.
Di origini romane, dal carattere riservatissimo, è la prima donna ad assumere la guida della procura della Repubblica torinese, così come era stata la prima donna nella storia della Procura torinese ad aver guidato la Direzione Distrettuale Antimafia.
Negli ultimi anni ha coordinato numerose indagini contro la ‘ndrangheta calabrese tra cui rileva quella che ha portato all’arresto in Brasile del broker della ‘ndrangheta Nicola Assisi.
Immediati gli attestati di stima da parte di personalità del mondo della magistratura e della politica: “Magistrato di straordinaria competenza in materia antimafia” ha dichiarato Pier Camillo Davigo, mentre Chiara Appendino, sindaco di Torino ha riconosciuto: “Il nostro territorio avrà bisogno di tutta la sua esperienza e competenza”. Di una “importante scelta di politica giudiziaria” ha parlato il consigliere togato del CSM Giuseppe Marra, mentre Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo hanno voluto porre l’accento “sul contrasto giudiziario alle mafie” su cui il Consiglio Superiore della Magistratura, con la nomina di Anna Maria Loreto, ha voluto accendere un riflettore: “La nomina di un magistrato che si è occupato per più di 12 anni di indagini e processi di criminalità organizzata è molto importante – osserva Di Matteo – perché rappresenta una vera e propria memoria storica dei fenomeni mafiosi sul territorio di Torino che da anni rientra nel progetto di espansione di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta”.
Oggi il CSM ha provveduto anche alla nomina del nuovo capo della Procura di Brescia: è Francesco Prete, che ha ottenuto 12 voti, mentre 6 voti sono andati a Fabio Napoleone, ex consigliere del Csm. Sessantuno anni, Prete, entrato in magistratura, è stato assegnato dapprima alla Procura della Repubblica di Bergamo, poi una breve permanenza in procura a Brindisi, dove si è occupato di indagini su pericolosi esponenti della Sacra Corona Unita e, quindi, l’arrivo nell’ufficio giudiziario di Milano, dove ha fatto parte del pool sui reati contro la pubblica amministrazione della Direzione distrettuale antimafia. Ancora procuratore a Vasto, dove ha diretto indagini sulla criminalità organizzata e su reati edilizi, e dal dicembre del 2013 è andato a guidare la procura di Velletri.