Teatro in carcere, a Modena nasce un’Accademia di arti e mestieri

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Una vera e propria Accademia di arti e mestieri del teatro frequentata dai detenuti. Succede nella casa circondariale di Modena, grazie al progetto del Teatro dei Venti con il sostegno del Ministero.

Sono 704 le ore di lezione tenute da professionisti del settore (registi, docenti universitari, tecnici, drammaturghi) che si svolgeranno fino a marzo 2026. Gli allievi potranno frequentare due tipi di programmi: artistico o tecnico. Alla fine del percorso, i detenuti riceveranno un attestato di frequenza, che apre la strada al vero e proprio diploma e a possibili tirocini presso enti teatrali del territorio.

L’obiettivo, oltre a rendere il tempo della detenzione un’opportunità di reinserimento sociale e lavorativo, è fornire competenze teoriche e pratiche nei mestieri dello spettacolo dal vivo. Dalla recitazione alla drammaturgia, dalla fonica all’illuminotecnica, alla scenotecnica, ai costumi: la formazione per i detenuti sarà a 360 gradi. Un’occasione per il presente; un ottimo passaporto per il futuro.

L’Accademia, oltre a formare le persone detenute in istituto, si propone come presidio culturale per favorire il dialogo tra carcere e città.

Il progetto è stato presentato in conferenza stampa martedì 14 ottobre presso la casa circondariale di Modena; tra gli ospiti, rappresentanti dell’Amministrazione penitenziaria e delle autorità locali.

Per il direttore dell’istituto, Orazio Sorrentini, la nuova Accademia “costituisce uno degli esempi più importanti di attività culturale che può svolgersi dentro un carcere, secondo i dettami della legge penitenziaria. Esso implementa senz’altro la rieducazione dei detenuti favorendone il futuro reinserimento nella società esterna”.

La direttrice dell’Ufficio detenuti e trattamento del Prap, Francesca Romana Valenzi, pone l’accento sul valore pedagogico e catartico del teatro in carcere. “L’ordinamento penitenziario, che quest’anno celebra il 50° anniversario dalla sua emanazione”, ha ricordato la dirigente, si contraddistingue “come norma speciale del tutto particolare perché fondata, sin dal suo articolo 1, sull’attenzione e la valorizzazione dell’uomo”.

Il progetto, ha proseguito Valenzi, “costituisce un passo ancora più avanti, perché unisce all’attività teatrale intesa in senso classico, l’apprendimento delle ‘arti e mestieri’ correlate alla macchina teatrale così da consentire ai diversi partecipanti di scegliere quale, tra i diversi ruoli necessari alla realizzazione di una produzione, più si avvicina al proprio sentire, sviluppando, insieme all’apprendimento, abilità sociali come la comunicazione, la collaborazione, il rispetto di tempi e di ruoli, favorendo nel contempo riflessione e consapevolezza”.

L’Accademia è sostenuta dal Ministero, dal Comune di Modena tramite Cassa delle Ammende, dal coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, dalla Fondazione di Modena.