Tobagi, 28 maggio 1980: morte di un giornalista scomodo
28 Maggio 2026
Quella mattina verso le 11.00 Walter Tobagi, cronista politico e sindacale del Corriere della Sera, esce dalla propria abitazione di Milano in via Salaino e si dirige verso il garage per prendere l’auto. Viene raggiunto e ucciso da un commando di terroristi con cinque colpi di pistola. Una delle pallottole sparate è il colpo di grazia per il giornalista che è già riverso al suolo. Ha 33 anni.
Tobagi nasce il 18 marzo 1947 a San Brizio, una frazione del comune di Spoleto (Pg). Dopo pochi anni la famiglia si trasferisce a Cusano Milanino, comune dell’hinterland milanese. Il percorso di formazione, che lo porterà a essere già da giovane un giornalista di riferimento in Italia, inizia con l’esperienza di redattore de La Zanzara, giornale studentesco del liceo classico Parini di Milano.
Terminati gli studi superiori svolge la pratica giornalistica per pochi mesi all’Avanti! di Milano, per poi passare al quotidiano Avvenire. In entrambe le esperienze si occupa di diversi argomenti, ma matura progressivamente un interesse sempre più definito per l’attualità politico-economica. La morte di Giangiacomo Feltrinelli e l’assassinio del commissario Calabresi, avvenuti nei primi mesi del 1972, lo spingono ad approfondire le dinamiche dei movimenti extraparlamentari e alle prime iniziative delle Brigate Rosse.
È in quel periodo che, dopo una breve collaborazione con il Corriere d’Informazione, entra nella redazione del Corriere della Sera, dove diventa inviato e notista. Seguendo in particolare gli avvenimenti degli Anni di piombo, si espone più volte, denunciando nei suoi articoli i pericoli della lotta armata e del possibile radicamento del fenomeno terroristico nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro.
In quel maggio del 1980 Walter Tobagi è già da due anni presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti. In questa veste la sera del 27 maggio presiede un incontro sulla libertà di stampa e la responsabilità del giornalista di fronte all’offensiva del terrorismo. È la sua ultima apparizione pubblica.
Al suo funerale, celebrato qualche giorno dopo dall’arcivescovo nella chiesa di Santa Maria del Rosario, partecipa la stessa folla di semplici cittadini che si era spontaneamente radunata, appena appresa la tragica notizia, davanti la sede del sindacato dei giornalisti di Milano.
(Foto credit: Ordine dei Giornalisti)