Totò e Vicé: due clochard e una panchina in scena alla Giudecca

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Totò e Vicé sono dei personaggi realmente esistiti. Vagavano su e giù per i quartieri della città, personaggi un po’ tonti, un po’ in aria; sembravano inventarsi ogni sospiro, ogni passo”. Così il drammaturgo palermitano Franco Scaldati, scomparso nel 2013, descriveva  le due figure che avevano ispirato la coppia protagonista di una delle sue opere più poetiche e struggenti.
Enzo Vetrano e Stefano Randisi, attori, autori e registi, hanno portato diverse volte in scena  (e, nel 2017 anche sullo schermo cinematografico) i due clochard che vivono in simbiosi in una dimensione notturna, sospesa attorno allo spazio di una panchina, ricevendo il plauso unanime della critica teatrale.

Oggi, nell’ambito del progetto  Passi Sospesi di Balamos Teatro e in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Vetrano e Randisi porteranno Totò e Vicé nel teatro della casa di reclusione femminile di Giudecca.

L’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione tra Balamos teatro e Teatro Stabile di Venezia, è sostenuta da International Network Theatre in Prison (ITI – Unesco partner),  Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere e Associazione Nazionale dei critici di Teatro.

Allo spettacolo saranno presenti, oltre ai detenuti, anche un gruppo di spettatori esterni composto da studenti del II anno dell’Accademia Teatrale Veneta, studiosi, critici e accademici. Al termine è previsto un incontro tra la compagnia e il pubblico. “Sarà un’occasione – dicono gli organizzatori – per fare una riflessione sul ruolo del teatro in carcere e confrontarsi sul rapporto trail carcere e il territorio per capire se e come la società possa contribuire nel percorso rieducativo della pena. In questa circostanza la comunità esterna e il carcere si incontrano, attraverso il teatro, in una straordinaria occasione di formazione teatrale e umana”.