“Dare giustizia su Rigopiano è dovere istituzionale e morale”
18 Gennaio 2020
Alle 16.49 il tempo, il cuore, il respiro si fermano per un attimo. All’interno del palazzetto dello sport di Penne (Pescara) suonano le trombe e viene scoperto un pannello con i volti di 29 persone. I ricordi di chi è sopravvissuto riaffiorano alla mente, insieme al dolore, condiviso con chi ha perso i propri cari. Sono trascorsi tre anni esatti dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano.
La memoria, la commozione e la voglia di giustizia uniscono una comunità che piange ancora per quanto accaduto il 18 gennaio 2017: pochi minuti prima delle 17 un mostro di neve, ghiaccio e detriti del peso di 120mila tonnellate travolge e distrugge l’albergo, uccidendo 29 persone tra clienti e dipendenti.
Questa mattina, dopo la deposizione dei fiori davanti al totem dell’hotel, c’è stato un momento di preghiera e di raccoglimento. Dopodiché è stato consentito ai parenti di entrare nell’area in cui un tempo sorgeva il resort. Quindi la processione, che ha raggiunto la chiesa “San Nicola Vescovo” dove è stata celebrata la messa dal parroco di Farindola, don Luca Di Domizio, alla presenza del vescovo di Pescara, monsignor Tommaso Valentinetti.
Nel pomeriggio, si è svolta la cerimonia di commemorazione al palazzetto dello sport di Penne alla presenza, tra gli altri, del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: “Oggi rappresento uno Stato che vuole essere qui in silenzio a dire ai familiari delle vittime che è al loro fianco e lo sarà sempre – spiega il Guardasigilli -. Uno Stato che chiederà scusa ogni volta che ci sarà da chiedere scusa per non aver avuto la capacità di difendere le vite e proteggere i loro familiari”.
“Lo Stato – prosegue Bonafede – ha il dovere istituzionale e morale di dare giustizia, sapendo che quella verità non riporterà indietro figli, madri, padri e fratelli morti tre anni fa. Permettere che ci sia un sistema giustizia che funziona, in modo tale da scrivere leggi che siano lo specchio della giustizia affinché tragedie come quella di Rigopiano non si verifichino più e affinché i familiari delle vittime, nei casi in cui purtroppo ci sono, possano sentire che lo Stato vuole dare una risposta di giustizia. Questo – conclude il ministro – è il mio impegno”.