Trentini e Burlo’ sono liberi. Torneranno in Italia

Alberto Trentini e Mario Burlò
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“Gioia e soddisfazione per la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò che stanno per rientrare a casa” così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, appena appresa la notizia. Alberto Trentini, dopo 423 giorni, e Mario Burlò, in carcere dal novembre 2024, sono stati rimessi in libertà e, come comunicato immediatamente dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “sono in buone condizioni e si trovano attualmente nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas. Presto rientreranno in Italia”.

“È stato tutto così improvviso. Inaspettato” ha commentato Trentini che, confermando lo stato di isolamento cui è stato sottoposto durante la detenzione, ha proseguito: “non sapevamo nulla della cattura di Maduro”. Poi, forse iniziando a rilassarsi, ha chiesto se poteva fumare una sigaretta.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato la madre di Alberto Trentini: “Dopo aver condiviso la sofferenza e l’attesa sua e di suo marito, condividiamo tutti la loro felicità”.

Immediata la reazione dei rappresentanti delle istituzioni. “Gioia e soddisfazione” ha espresso la Premier Meloni,  rivolgendo “a nome del Governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dalla presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”. Ha poi garantito che “un aereo è già partito da Roma per riportarli a a casa”. “La notizia della liberazione di Trentini e Burlò – per Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati – è motivo di profonda gioia”, mentre Ignazio La Russa ha voluto ringraziare “il Governo italiano, le autorità venezuelane e chi ha operato nell’ombra e nel silenzio”. “E’ motivo di gioia e orgoglio vedere Trentini e Burlò restituiti alle loro vite e alle loro famiglie. La giustizia ha trionfato!” ha dichiarato il viceministro Francesco Paolo Sisto.

“Una bella notizia ha aperto la nostra giornata” secondo Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione; Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento,  parla di un “giorno di felicità per l’Italia”, mentre Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, sottolinea  che “La liberazione di Alberto Trentini e Mario Burló è il risultato di un grande lavoro di squadra dell’Italia”.

“Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato – hanno assicurato -, nell’ultimo trasferimento non siamo stati incappucciati, a differenza delle altre volte – ha raccontato Trentini – e anche il cibo era sufficiente”. Trentini, esperto di cooperazione internazionale, vanta oltre dieci anni di esperienza nel settore umanitario. Dopo la laurea all’Università Cá Foscari di Venezia, ha proseguito gli studi all’estero, conseguendo in Inghilterra un master in ingegneria. Un percorso formativo che lo ha portato a operare in numerosi contesti di crisi. Nel corso della sua carriera – secondo quanto ricostruito dall’Ispi – ha lavorato in Ecuador, Etiopia, Paraguay, Nepal, Grecia, Perù, Libano e Colombia, collaborando con diverse organizzazioni non governative, tra cui Focsiv, Cefa, Coopi – Cooperazione internazionale, Danish Refugee Council e altre realtà impegnate nell’assistenza alle popolazioni più vulnerabili. Al momento dell’arresto ricopriva il ruolo di capomissione ed era impegnato in programmi di sostegno alle persone con disabilità.

Mario Burlò, imprenditore torinese, detenuto dal novembre 2024.  Era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenuto ‘arbitrariamente’ senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa. Riferisce, solo nel novembre 2025 nel corso di una visita consolare, di essere stato rinviato a giudizio con vaghe imputazioni di terrorismo. Burlò, che nel 2024 aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, è a capo di diverse aziende. Nel febbraio 2025 la Cassazione aveva annullato senza rinvio la sentenza di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ‘ndrangheta in Piemonte e nei giorni scorsi il Tribunale di Torino ha stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket.

“Voglio esprimere grande soddisfazione e complimentarmi per l’efficacia dell’azione diplomatica del governo, del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e di tutta la struttura della Farnesina. Il Ministero sta vigilando sugli interessi degli italiani nel mondo” ha commentato Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia. Mentre un “grazie a tutti coloro che hanno lavorato per ottenere questo risultato” ha espresso il leader di Azione Carlo Calenda. “E’ una splendida notizia che ci dà tanta gioia. Il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarli a casa” ha scritto in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Il governo venezuelano ha dichiarato di aver rilasciato nelle ultime ore altri 116 detenuti politici, precisando che sono stati liberate persone detenute per “sovvertimento dell’ordine costituzionale e violazione della stabilità della nazione”.