Tutela Patrimonio Culturale e opere trafugate, resoconto attività 2018
17 Aprile 2019
Si è tenuta stamattina presso la caserma La Marmora a Roma, sede del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, alla presenza di Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le Attività Culturali, Fabrizio Parrulli, Generale di brigata comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e di Giovanni Nistri, comandante generale dei Carabinieri, la presentazione del resoconto dell’attività operativa del Comando per il 2018. Sono stati presentati gli importanti risultati operativi dell’attività che il Comando, impegnato nella sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale nazionale, svolge attraverso un’attenta opera di prevenzione e di repressione.
L’analisi statistica dei dati, anche se vede un lieve aumento dei furti dei beni culturali, conferma in generale un trend in diminuzione costante: dal 2012 a oggi il numero dei furti è calato quasi del 50% grazie a un’azione sinergica di tutte le forze di polizia, non solo dei carabinieri. Le regioni maggiormente colpite sono l’Emilia Romagna, le Marche e il Lazio, una diminuzione più incisiva è avvenuta in Toscana e in Sicilia. I luoghi di culto rimangono gli obiettivi più colpiti, in diminuzione i furti in danno dei luoghi della cultura. I beni librari e archivistici, facilmente sottraibili, rimangono quelli di maggiore interesse criminale.
La contraffazione resta un settore importante di impatto sul mercato: 1232 falsi sequestrati per un valore stimato di più di 400 milioni (immessi sul mercato), l’arte contemporanea rappresenta quella di maggiore interesse e più soggetta a falsificazione. Nel 2018 il Comando ha recuperato più di 55mila beni, per un valore complessivo stimato di circa 120 milioni di euro, 34 sono stati gli arresti e 1195 le persone denunciate.
In ambito internazionale ci sono state 26 rogatorie internazionali con cui, insieme alle autorità giudiziarie di altri Paesi, è stato possibile riportare in Italia tantissimi oggetti: 669 quelli “rimpatriati” nel 2018. Alcuni, recuperati recentemente, sono stati esposti a margine della presentazione del rapporto.
Nel suo intervento il ministro Bonisoli ha voluto ricordare che “le risorse stanno aumentando e questo significa poter contare su uomini in più, che si potranno occupare degli aspetti economici legati ai reati di beni culturali”. Il ministro ha poi sottolineato come il mercato dell’arte illegale oramai abbia connotazioni di natura internazionale e ha ricordato la presenza, tra gli altri, del ministero della Giustizia nel Comitato per il recupero dei beni culturali. Il dicastero della Giustizia – ha aggiunto Bonisoli – offre un contributo indispensabile “in caso di rogatorie internazionali e come consulente per individuare lo strumento procedurale più semplice ed efficace”.
Proprio attraverso una rogatoria internazionale, e grazie alla collaborazione con la polizia giudiziaria iberica, nei giorni scorsi sono state riportate in Italia tre bellissime opere, individuate in Spagna, rubate in parchi e ville di Roma.