Tutela penale ambientale, via libera in Cdm alle modifiche

Alberi, fiume che scorre. Immagine generica per ambiente, tutela dell'ambiente, reati ambientali (Credit: Pexels)
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Tutele rafforzate per l’ambiente, con modifiche alla disciplina penale. Sono le novità contenute nel decreto legislativo approvato ieri in Consiglio dei ministri.

Il provvedimento, proposto dal guardasigilli Carlo Nordio e dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, attua la direttiva europea 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 aprile 2024, sulla tutela penale dell’ambiente.

Tra le modifiche più rilevanti c’è l’istituzione del Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale presso la Procura generale della Cassazione. Il Procuratore generale, nell’ambito del Sistema, può avvalersi della collaborazione specialistica dell’Arma dei Carabinieri per le indagini in materia ambientale.

Novità anche per quanto riguarda i reati. In particolare, la responsabilità per morte o lesioni da delitti ambientali (art. 452-ter c.p.) è estesa anche ai casi derivanti dal commercio di prodotti inquinanti, e non solo dall’inquinamento diretto.

Per quanto riguarda la gestione non autorizzata di rifiuti, condotta prevista dal Codice dell’ambiente (art. 256 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152), l’intensità punitiva cambia in base al livello di pericolosità dei rifiuti: le sanzioni vanno da una ammenda di 2.000 euro alla reclusione fino a tre anni.