Nordio: “Al lavoro per modificare i criteri della custodia cautelare”

Convegno Ucpi Isola San Giorgio Venezia Nordio (foto Ministero Giustizia)
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“Enfatizzazione giornalistica di una dialettica interna”. Così ha commentato il ministro Nordio la querelle che oggi ha accompagnato l’uscita sulla stampa della conversazione telefonica avuta dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove con Ermes Antonucci, giornalista del Foglio. “Durante la discussione per l’approvazione di questa proposta di legge erano emerse varie posizioni e c’erano proposte diverse sulla costituzione del Csm,” ha proseguito Nordio “quando poi alla fine ne abbiamo scelta una, la maggioranza è andata avanti compatta. La riforma è già passata in un ramo del parlamento e adesso andrà avanti con la massima celerità”.

Il Guardasigilli, oggi pomeriggio a Venezia, é intervenuto all’evento organizzato dall’Unione delle Camere Penali, ‘Tornare a San Giorgio per un nuovo codice accusatorio”, che si è tenuto presso la Fondazione Giorgio Cini (Isola di San Giorgio maggiore).

“Delmastro ha già chiarito che la nostra condivisione è totale e senza riserve – ha precisato Nordio prima di partecipare ai lavori del convegno – Non abbiamo gettato maschere perché non ne abbiamo mai avute, e il testo della norma è trasparente e univoco”. E concludendo: “Lo sgradevole processo alle intenzioni che alcuni membri dell’Anm continuano a fare, prospettando la soggezione del Pm all’esecutivo, non aiuta il dialogo che ci proponiamo di mantenere, pur nella differenza di idee”.

Accolto in sala dal presidente dell’Unione, Francesco Petrelli, il ministro della Giustizia nel suo intervento ha rammentato come il codice penale “goda di ottima salute” e quanto invece quello di procedura penale dopo 40 anni sia stato “stravolto e imbastardito” con integrazioni, soppressioni “che sono molto più numerose della stesura originaria”. L’impianto accusatorio che avrebbe voluto il prof. Vassalli era improntato al principio liberale ma è mancata “una riforma costituzionale che avrebbe dovuto esserne il complemento. Anzi, il faro di questa riforma”. Il giurista Carlo Nordio ha dettagliato la sua tesi, nota agli addetti ai lavori, avvocati e professori convenuti a Venezia, ribadendo che “é necessario adattare finalmente la Costituzione a quelli che sono i principi del codice accusatorio, da cui non é più possibile retrocedere”.

Affrontando poi il tema della custodia cautelare, il Ministro ha sottolineato come al ministero si stia lavorando “per modificarne i criteri che si sono rivelati fallimentari. La trinomia –  pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato – è diventata quasi una formula metafisica e di stile nei provvedimenti dei magistrati”.

Infine, facendo riferimento all’intenzione di inserire la figura degli avvocati nell’Ufficio legislativo del Ministero, ha confermato d’aver chiesto l’aiuto del Consiglio nazionale forense per trovare una formula che ne permetta la realizzazione.