Ue, pubblicato anche in italiano
il report sullo stato di diritto

BERLAYMONT SEDE COMMISSIONE UE BANDIERA BANDIERE
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Commissione europea

Rapporto 2022 sullo Stato di diritto in Italia

Lussemburgo, 13.7.2022

Il rapporto sulla Rule of Law è uno strumento di cui si è dotata l’UE da alcuni anni per favorire un dialogo tra le istituzioni europee, gli Stati membri e la società civile allo scopo di rafforzare il rispetto dei principi dello stato di diritto.

L’Unione vigila sui sistemi giudiziari, sui sistemi anticorruzione, sul rispetto dei diritti fondamentali e predispone un rapporto per ogni Stato dell’Unione.

“Nell’ambito degli impegni del Piano italiano per la ripresa e la resilienza, sono state adottate ampie riforme della giustizia civile e penale, attese da tempo, volte a migliorare la qualità e l’efficienza del sistema giudiziario”. Inizia così il rapporto 2022 della Commissione Ue sull’Italia: 35 pagine che danno conto delle numerose azioni intraprese dall’Italia per la digitalizzazione, le assunzioni di magistrati e del personale amministrativo, l’istituzione e all’operatività dell’Ufficio per il processo, le riforme del processo civile e del processo penale, a lungo attese, e del CSM, con particolare rilievo al sistema elettorale e alle porte girevoli.

Il rapporto dà atto degli enormi sforzi compiuti dall’Italia, osservando che “sono in corso di attuazione misure specifiche volte a supportare i giudici. (…) Queste misure – scrive la Commissione Ue – insieme alla prossima legislazione di attuazione, intendono affrontare le gravi sfide legate all’efficienza del sistema giudiziario, compresi gli arretrati e la durata dei procedimenti”. 

Si conferma così il giudizio largamente positivo sulle azioni intraprese dal Governo italiano per il miglioramento del sistema Giustizia, già espresso dalla Commissione Europea a febbraio di quest’anno, condizione indefettibile per l’erogazione della prima tranche dei finanziamenti nel quadro del PNRR (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_1356

(28 febbraio 2022; https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2022/04/14/lettera-di-von-der-leyen-allitalia-con-il-versamento-di-21-miliardi_c1de3616-b85e-4861-9405-6b2be594be95.html).

Il report chiede di continuare il percorso intrapreso, attraverso l’adozione dei decreti legislativi di attuazione della riforma del processo civile e del processo penale – entro il 26 novembre per il civile e il 19 ottobre per il penale – e sottolineando in particolare l’importanza che assumono il monitoraggio sulle riforme del processo penale e l’attuazione delle deleghe contenute nella legge di riforma dell’ordinamento giudiziario.

Quanto alla riforma penale, si chiede di vigilare affinché la improcedibilità nei giudizi di appello e cassazione non determini la fine innaturale dei processi a causa dei problemi di inefficienza di alcuni uffici giudiziari. A questo scopo la Commissione dà atto che il Ministero ha già istituiti e reso operativi gli opportuni meccanismi di monitoraggio: “Le nuove disposizioni in materia di giustizia penale mirano a migliorare l’efficienza e necessitano di un attento monitoraggio per garantire il mantenimento dell’efficacia del sistema giudiziario.[…] Per problemi di efficienza soprattutto a livello delle Corti d’appello, le nuove misure rischiano di incidere negativamente sui processi penali e in particolare su quelli in corso, che potrebbero essere automaticamente resi improcedibili. Sebbene siano previste eccezioni e siano in vigore norme temporanee, l’efficacia del sistema giudiziario penale richiede un attento monitoraggio a livello nazionale per garantire un giusto equilibrio tra l’introduzione delle nuove disposizioni e i diritti di difesa, i diritti delle vittime e l’interesse pubblico all’efficienza del procedimento penale. Per questi motivi, un comitato tecnico-scientifico istituito presso il Ministero della Giustizia è stato incaricato di monitorare la transizione graduale verso il nuovo regime” (pp. 11-12 del Report).

Sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, la Commissione riporta le preoccupazioni espresse dal CSM e dall’ANM sul nuovo sistema di valutazione di professionalità che potrebbe prestarsi a condizionamenti sull’operato del giudice. La stessa Commissione dà conto delle principali misure previste dalla legge di riforma approvata a giugno di quest’anno, compreso il necessario rispetto da parte del capo dell’ufficio dei carichi esigibili di lavoro dei magistrati individuati dall’organo di autogoverno (p. 6, nota 16), ed osserva che la normativa di attuazione “consentirà di elaborare disposizioni più dettagliate sui modi di garantire l’indipendenza della magistratura” (pp. 6-7 del report).

Queste le raccomandazioni formulate all’Italia:

  • Continuare gli sforzi per migliorare ulteriormente il livello di digitalizzazione del sistema giudiziario, in particolare per i tribunali penali e le procure.
  • Proseguire le operazioni efficaci della polizia e della procura contro la corruzione ad alto livello, anche migliorando la digitalizzazione e l’interconnessione dei registri.
  • Adottare regole complete sul conflitto di interessi e regolamenti sul lobbismo per stabilire un registro operativo del lobbismo, che includa un’impronta legislativa.
  • Affrontare efficacemente la pratica di convogliare donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento di partiti e campagne.
  • Introdurre tutele legislative e di altro genere per riformare il regime sulla diffamazione, la tutela del segreto professionale e delle fonti giornalistiche, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti.
  • Aumentare gli sforzi per istituire un’istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite

Nessuna osservazione o raccomandazione riguarda le riforme della giustizia in corso di attuazione.

In allegato il Report sull’Italia (disponibile anche in italiano) e il Rule of Law (rapporto generale- inglese)

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