Uffici giudiziari: Tavolo tecnico per edilizia e spese funzionamento
4 Aprile 2019
A distanza di poco più di tre anni dal trasferimento delle competenze in tema di edilizia giudiziaria dai Comuni al Ministero della Giustizia, c’è stato oggi un incontro per fare il punto della situazione sull’attuazione delle disposizioni della legge 190/2014.
Questa mattina nella Sala Livatino del Ministero, alla presenza del capo di Gabinetto Fulvio Baldi, del capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria Barbara Fabbrini e del direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie Antonio Mungo, hanno partecipato alla riunione i capi degli uffici delle Corti d’appello e delle Procure generali oltre a una rappresentanza della Dirigenza.
L’incontro, dedicato anche alle spese di funzionamento degli uffici, e con l’obiettivo della costituzione di un Tavolo tecnico di confronto, ha anche affrontato il tema delle risorse organiche e dei programmi di assunzione che questo Ministero sta provvedendo ad attuare. E’ necessario, infatti, che il Ministero si doti di nuove figure tecniche, a oggi non previste, quali architetti, ingegneri, geometri e periti tecnici, che prima venivano individuati nel personale degli enti locali.
Per Baldi “la legge 190/2014, che ha cambiato la vita dei vertici degli uffici giudiziari, ha portato una serie di vantaggi – come la contrazione e il contenimento delle spese – ma anche una serie di sofferenze. Da qui è nata l’esigenza di fare il punto dopo circa tre anni e di parlare di questi argomenti per due finalità: far nascere un Tavolo di lavoro che possa portare a una riforma di carattere legislativo e incentivare lo scambio di esperienze per proporre accorgimenti organizzativi a cui il DOG, per le sue competenze, sta già lavorando. L’impegno sulla organizzazione degli uffici da parte del ministro è stato elevato ed è stato un gran successo dal momento che abbiamo ottenuto un aumento di organico dei magistrati di 600 unità e il finanziamento per l’organico del personale giudiziario, di circa 3000 unità”.
“Il ministro ci ha chiesto di capire – ha affermato Fabbrini -, dati i due anni abbondanti di applicazione della legge, quali fossero o potessero essere le prospettive future, con una visione al passaggio delle competenze, come ha funzionato e dove non ha funzionato. Se dobbiamo mutare l’architettura delle spese di funzionamento e dell’edilizia, è evidente che deve essere fatto un ragionamento di aperto confronto con gli uffici giudiziari per verificare dove possiamo e dove vogliamo andare. In un quadro che non riguarda solo la Giustizia ma anche altri Ministeri. Questo a prescindere dalle possibilità sulle risorse umane, per le quali ci sono importanti novità”. “L’indispensabilità di questo Tavolo – continua Fabbrini -, nasce anche dal fatto che non si è mai riflettuto sull’edilizia giudiziaria, su come dovesse essere costruito un palazzo di giustizia, se deve avere camere di consiglio, certi locali per le udienze ed altri riservati. Quindi, coscienti di questo, credo che dobbiamo fare tutti un salto di qualità”.
Nel suo intervento Mungo ha illustrato le azioni messe in pratica dal Ministero per la gestione di tutte le nuove incombenze a carico degli Uffici giudiziari cercando, attraverso la razionalizzazione delle spese per gli acquisti e la manutenzione degli immobili, di rendere il panorama più omogeneo possibile su tutto il territorio nazionale.