“Codice Rosso”: le parole di Elena Bonetti e Valeria Valente

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“Fare un punto di verifica sull’attuazione del Codice Rosso è estremamente importante, all’interno di un processo complessivo per conoscere fino in fondo il fenomeno”. Con queste parole il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha partecipato all’iniziativa promossa dal Guardasigilli Alfonso Bonafede in occasione della presentazione del Rapporto “Un anno di Codice Rosso”.
Nel corso del suo video-intervento la responsabile delle Pari opportunità ha sottolineato che i risultati del monitoraggio “devono inserirsi nell’ambito di una presa in carico della violenza che parta dalla fase di sensibilizzazione preventiva, dall’acquisizione di fiducia della vittima che denuncia la violenza subita”. Un percorso che porta poi alla “riacquisizione della libertà per la donna e per i suoi figli eventualmente. All’interno del Piano strategico nazionale è importante – ha proseguito Bonetti – inserire questo momento di verifica sul provvedimento perché riguarda la denuncia, un passo nevralgico della risoluzione del problema”.
Concludendo il suo intervento Elena Bonetti si è detta “molto grata al ministro Bonafede per questo sguardo di chiarezza e per la collaborazione che potremo portare avanti nella nuova definizione della strategia nazionale per il contrasto alla violenza contro le donne”.

Anche la senatrice Valeria Valente, presidente della ‘Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere’, ha accolto “con favore l’iniziativa del ministro Bonafede di fare un tagliando al provvedimento a circa un anno dalla sua entrata in vigore”.
Valente nel suo contributo ha sostenuto che “sul piano della lotta alla violenza contro le donne negli ultimi vent’anni l’Italia ha fatto passi da gigante, presentando oggi un quadro normativo solido e robusto. L’ultimo tassello di questo percorso è stata proprio l’approvazione, un anno fa, del Codice Rosso”. Per la presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio “qualsiasi norma, anche la migliore possibile, da sola non sarà mai sufficiente, se non aggrediamo due grandi problemi. Da un lato, la formazione degli operatori, in particolare del mondo della Giustizia, chiamati ad applicare la normativa. Dall’altro lato, il tema culturale“. “Occorre inquadrare correttamente – ha concluso Valeria Valente – il fenomeno della violenza di genere, ovvero la più brutale forma di espressione della disparità di potere tra uomini e donne. Per questo serve un impegno sostanziale di tutte le agenzie educative, a partire dalla famiglia, alla scuola e all’università. La strada migliore è combattere e superare stereotipi e pregiudizi più diffusi di quello che pensiamo”.