Un concerto diretto da Riccardo Muti nel carcere di Opera

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

“Anche in coloro che hanno commesso i delitti più efferati c’è sempre una parte disponibile ad accogliere la bellezza”. Ne è convinto il maestro Riccardo Muti, che sabato 10 gennaio dirigerà un concerto nel penitenziario di Milano Opera. Intervistato da Stefano Marchetti sul Quotidiano Nazionale, il noto direttore d’orchestra sottolinea che la musica “vola libera per tutti e guarisce lo spirito”. E come tutte le forme d’arte, è democratica: tutti, a prescindere dalla loro condizione, possono ascoltarla e goderne.

Come nel luglio 2024 a Lampedusa, Muti dirigerà l’orchestra giovanile Luigi Cherubini, e i ragazzi e le ragazze imbracceranno gli strumenti dell'”orchestra del mare”. Dal legno delle barche che trasportano i migranti a violini, violoncelli, contrabbassi, prodotti dai detenuti di Opera e Secondigliano grazie al progetto della fondazione Casa dello spirito e delle arti di Arnoldo Mosca Mondadori. Lo scorso 25 dicembre si è unito all’orchestra il nuovo “clavicembalo del mare”, costruito proprio a Opera, che debutterà in occasione del concerto.

“Erano legni di imbarcazioni che andavano nella direzione della libertà e della speranza, sono diventati legni di dolore”, evidenzia Muti. “Oggi – aggiunge – rinascono nella libertà che può dare la musica, e portano un altissimo messaggio morale, spirituale e sociale”.

A commentare l’iniziativa è anche la direttrice della casa di reclusione meneghina. “È una preziosissima occasione per ribadire la funzione del carcere nell’educare e riabilitare, e non solo punire, chi vi è detenuto, senza mai perdere di vista la loro identità come persone”, dice Rosalia Marino nella nota sull’evento, sottolineando il “grande entusiasmo” di personale e detenuti durante la preparazione, che dimostra “quanto cultura e bellezza siano potenti strumenti del cambiamento, capaci di riconfigurare il carcere”.

‘L’orchestra del mare’ debutta al Teatro alla Scala

Riccardo Muti non è nuovo ai concerti in carcere: ha allietato l’interno delle mura di Ravenna e Bollate, e quelle d’oltreoceano – gli istituti minorili statunitensi. A Chicago, racconta il direttore, “c’erano alcune ragazze molto giovani: penso avessero 15 o 16 anni, arrivavano da contesti sociali assai difficili, erano state condannate per reati gravi”. Dopo lo spettacolo, le invitò a leggere alcuni brani tratti dalle opere più famose di Shakespeare: “vidi subito nei loro occhi una luce diversa. Erano come trasfigurate perché in quel momento erano entrate in un mondo lontanissimo. Come una rivelazione”.

La presenza della soprano Rosa Feola impreziosirà lo spettacolo ad Opera. Il repertorio spazia dal concerto per archi e cembalo di Antonio Vivaldi al Va’ pensiero del Nabucco verdiano, con il coro composto da detenuti ed ex detenuti dell’associazione Amici della Nave, diretto da Paolo Foschini.

 

 

Credit foto copertina: fondazione Casa dello spirito e delle arti

Allegati