UPP, 8.250 addetti: mansioni, formazione e modalità di lavoro
23 Dicembre 2021
É stata pubblicata nel sito del ministero della Giustizia la circolare riguardante il reclutamento, le mansioni, la formazione e le modalità di lavoro dei primi 8.250 addetti all’ufficio per il processo.
La circolare della Direzione Generale del Personale e della Formazione che, per tutti i nuovi profili introdotti dal decreto-legge 80/2021, sancisce la piena equiparazione al personale di ruolo, chiarisce che le nuove risorse offrono al ‘sistema Giustizia’ uno strumentario variegato ed elastico, tale da consentire agli Uffici giudiziari molte possibilità di intervento concreto, suscettibili di essere declinate in più versioni, in relazione alle dimensioni e alle caratteristiche degli uffici stessi e al contesto territoriale in cui questi si trovano a operare.
Per quanto riguarda il mansionario, si può parlare di una duplice competenza attribuita a questa nuova qualifica: da un lato, inserita in una struttura guidata dai magistrati giudicanti, preposta a seguire l’iter procedimentale di una controversia; dall’altro, inserita a pieno titolo tra i ranghi del personale amministrativo. I nuovi addetti all’ufficio per il processo potranno – secondo le necessità dei singoli uffici giudiziari – fornire il loro apporto direttamente all’attività amministrativa e alle Cancellerie.
La circolare chiarisce anche in punto di limiti alla mobilità temporanea. Riconfermando che il personale deve permanere nella sede di assegnazione per l’intera durata del contratto a tempo determinato, prevede che “al momento dell’assegnazione della sede ai vincitori del concorso nei singoli profili, potrà essere fatta valere ogni circostanza idonea a costituire, secondo la normativa vigente, titolo di precedenza o di preferenza solo in relazione alla specifica graduatoria distrettuale; la successiva mobilità interna su domanda del dipendente fondata su circostanze sopravvenute successivamente all’assegnazione della sede, sarà comunque possibile solo con riferimento ad Uffici situati nel medesimo distretto in cui è situata la sede di prima assegnazione.
Sull’orario di lavoro si fa riferimento alla normativa primaria che consente anche modulazione più elastica, così da armonizzare la presenza fisica in ufficio con le necessità di servizio. Nello specifico, il ministero della Giustizia, sentite le organizzazioni sindacali, può stabilire particolari forme di organizzazione e di svolgimento della prestazione lavorativa, anche in deroga a quanto previsto dalla contrattazione collettiva, con riferimento al lavoro agile e alla distribuzione flessibile dell’orario stesso.
Infine, la formazione: è stabilita, per i nuovi assunti, una pianificazione di 90.000 ore di didattica (giuridica, manageriale-gestionale, tecnica, informatica), sulla base di specifiche esigenze, con l’ausilio dei referenti distrettuali, della Scuola Superiore della Magistratura e della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nonché collaborazioni con altri soggetti istituzionali o privati.