Venezia, Nordio: “Vedrò la
digitalizzazione entro fine legislatura”
6 Giugno 2026
“Un’intensa e molto competente indagine della procura generale di Milano, per quasi un mese, ha risolto la questione”. L’intervista di Ermes Antonucci al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sul palco della Festa dell’Innovazione del Foglio a Venezia, prende l’avvio dalla questione legata alla grazia a Nicole Minetti. Concessa e poi riaperta per i dubbi sollevati da un approfondimento giornalistico che ha indotto la Procura, appunto, a un supplemento di attività. “Mentre però l’attacco a un Ministro può essere anche comprensibile – sottolinea Nordio riferendosi agli attacchi della stampa -, quello al Capo dello Stato, no, e anche un bambino avrebbe capito che il bersaglio non ero io”. Va diretto al punto, un attacco che definisce ‘indecoroso e intollerabile”.
“Contraria ai principi minimi dello Stato di diritto e a quello della ragionevole durata del processo” commenta il Guardasigilli, riferendosi all’intervenuta archiviazione delle posizioni di Berlusconi e Dell’Utri, ritenuti i mandanti delle stragi mafiose del 92-94, decisione assunta dalla Procura di Firenze dopo 30 anni di indagini.
Si parla ovviamente dell’esito del referendum – “eravamo convinti di vincerlo” ricorda Nordio, ridisegnando lo schieramento del Sì, che non era composto solo dalla maggioranza – e di quali possano essere le riforme sulle quali andare avanti. La responsabilità civile, che come da 30 anni il Ministro va spiegando, non deve toccare il portafoglio dei magistrati ma la progressione di carriera. Si continua su Garlasco, dove l’argomento relativo alla cosiddetta ‘doppia conforme’, cioè la doppia assoluzione prima della definitiva condanna (a seguito di rinvio della Cassazione), è stata illustrata dal Ministro magistrato che proprio su questo conferma la necessità di una riforma: “Dai tempi di Cogne i processi si fanno in tv e ogni volte che poni dei paletti si parla di lesa maestà e di libertà di stampa, mai di quelle persone che finiscono nel tritacarne e perdono la dignitá e certe volte anche la vita”.
Sulla digitalizzazione della giustizia e il processo telematico, dice il Ministro: “Posso assicurare che stiamo andando molto velocemente. E’ chiaro che una transizione tecnologica può creare degli inconvenienti, come li ha creati, però li stiamo risolvendo – ha proseguito -. Penso entro brevissimo tempo arriveremo a ottimi risultati. Sicuramente entro la fine di questa legislatura e io sono sicuro di vederli questi risultati”.
Il Ministro della giustizia, interpellato a margine sull’uso dell’IA negli atti giudiziari ha confermato che si stanno aggiornando le norme del caso, perché questa possa velocizzare le attività, ma che comunque “non potrà mai sostituire l’intelligenza umana”.