“Familiari vittime Viareggio esempio di cittadinanza attiva”

Il ministro Bonafede e Marco Piagentini, cerimonia per la strage di Viareggio - 29 giugno 2020
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I familiari delle vittime della strage di Viareggio “ogni giorno nel loro dolore rappresentano un esempio di cittadinanza attiva e di questo lo Stato deve dire loro grazie quotidianamente, essi sanno trovare nel dolore la forza per andare avanti. E’ un dolore che non si rimargina. Dopo 11 anni la ferita è apertissima, non solo per i familiari delle vittime ma per tutti i cittadini, perché quello che è successo non doveva accadere”. Queste le parole del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a Viareggio dopo aver partecipato alla messa dell’11° anniversario della strage ferroviaria.

“Ci sono battaglie che sono di tutti i cittadini e i familiari delle vittime hanno sempre dimostrato di portare avanti battaglie che andassero oltre la ‘vicenda Viareggio’, perché – ha aggiunto il Guardasigilli – vogliono che quello che era successo a loro non capitasse ad altri e si battono per diffondere la cultura della sicurezza, della legalità“.

“In un momento così intimo di raccoglimento – ha anche detto il ministro Bonafede dopo la cerimonia in memoria delle vittime della strage del 29 giugno 2009 – porto la vicinanza dello Stato e mia personale ai familiari. Nel corso degli anni abbiamo portato avanti battaglie insieme e devo dire che il legame è andato anche oltre il rapporto istituzionale”.

“Io – ha ricordato ancora il ministro della Giustizia – sono sempre stato vicino a loro, ma soprattutto ci tengo a dire che in quelle battaglie ho sentito la loro vicinanza nei miei confronti. Ci sono battaglie che sono di tutti i cittadini. I familiari delle vittime della strage di Viareggio hanno sempre dimostrato di portare avanti battaglie che andassero oltre il loro caso personale: la legge sulla prescrizione è in vigore dl 1° gennaio 2020 ma non si applica alla vicenda di Viareggio”.

“Ogni giorno nel loro dolore – ha riconosciuto Bonafede –  rappresentano un esempio di cittadinanza attiva e di questo lo Stato deve dire loro grazie quotidianamente”.