Violenza di genere, le procedure adottate dalle procure
5 Marzo 2026
L’Osservatorio, istituito con decreto del ministro della Giustizia, in collaborazione con il Gruppo di lavoro sulla violenza di genere, ha pubblicato il report di analisi ‘Contrasto alla violenza di genere e domestica nelle prassi organizzative delle procure ordinarie’, un’analisi esplorativa sull’operato di 140 procure della Repubblica, per monitorare il grado di efficacia dell’attuale impianto normativo.
La completezza e la qualità dei dati è stata assicurata da tutti i Capi delle procure che, rispondendo al questionario online di 152 domande, sono riusciti a restituire al gruppo di lavoro, coordinato dalla dottoressa Maria Monteleone, una nitida fotografia della condizione di chi lavora in prima linea nei casi di violenza contro le donne. Questo anche perché, l’Osservatorio ha indagato temi di fondamentale importanza come la tempestività dell’azione giudiziaria, la valutazione del rischio per la vittima e la specializzazione dei magistrati e del personale.

Il reale impegno profuso dalle procure, in relazione alla capacità di gestire i casi sul territorio, è dimostrato dal fatto che ben il 98% ha adottato prassi organizzative per garantire una migliore funzionalità dei loro Uffici, a conferma della piena volontà di fronteggiare un fenomeno che nel nostro paese rappresenta una piaga sociale.
La tempestività dell’intervento giudiziario, aspetto fondamentale per assicurare protezione alle vittime, è caratteristica fondamentale per quasi tutte le procure ordinarie. La presenza di un gruppo specializzato in tema di violenza sulle donne e il ricorso all’audizione protetta, in modo da creare un ambiente sicuro, sono tutte modalità d’azione attivate per le vittime in stato di vulnerabilità. Allo stesso modo, un’altra tecnica operativa largamente diffusa è quella di ascoltare – nei limiti del possibile – le dichiarazioni nell’immediatezza dei fatti, per evitare ricordi offuscati o interferenze esterne. Anche il cosiddetto ‘ufficio codice rosso’, composto da un magistrato specializzato e da personale appositamente formato, risulta essere un ottimo alleato nella gestione dei casi. Al contempo, un aiuto non indifferente arriva dallo sportello dedicato alle donne straniere vittime di maltrattamenti, con finalità di supporto all’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Per quanto riguarda la quantità di lavoro: “Nel 91,9 % delle procure, i magistrati specializzati hanno un numero di procedimenti, uguale, e anche maggiore, rispetto agli altri magistrati non specializzati, dovuto alla complessità della materia e alla laboriosità degli adempimenti che comporta”. A tal proposito, si è cercato di comprendere se le procedure organizzative messe in atto dalle procure sono in grado di fornire formazione ai magistrati e ai VPO e se, allo stesso tempo, riescono a realizzare un confronto con altri attori del sistema, che entrano in contatto con la vittima. Da ciò é emerso che, oltre ai corsi di formazione della Scuola Superiore della Magistratura, anche la partecipazione a tavoli interistituzionali con altri organi direttamente coinvolti nel contrasto alla violenza di genere, come centri antiviolenza, può costituire un momento di confronto e di formazione sul campo, estremamente utile per i gruppi specializzati delle procure della Repubblica.
Il report ha sicuramente confermato quanto l’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica sia uno strumento fondamentale per la gestione di questi gravissimi reati, così come aveva già previsto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Report di analisi ‘Contrasto alla violenza di genere e domestica nelle prassi organizzative delle procure ordinarie. Analisi e prospettive di sviluppo’.