Violenza donne: “Investire su prevenzione e rieducazione”

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“Per tutelare le donne è fondamentale dare l’idea di un passaggio nella protezione delle vittime in termini non più solo sanzionatori o repressivi, ma preventivi: è l’elemento di novità importante che stiamo portando avanti”.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha preso parte questa mattina in video collegamento all’iniziativa “La prevenzione della violenza sulle donne attraverso l’intervento sugli uomini autori di atti di violenza domestica”. Durante la conferenza stampa che si è svolta in Senato, sono stati presentati il disegno di legge a firma della senatrice Donatella Conzatti  sull’istituzione dei “centri di recupero” per gli uomini violenti e maltrattanti, e quello a prima firma della senatrice Alessandra Maiorino. All’evento è intervenuta anche Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia.

Il Guardasigilli nel corso del suo intervento ha rimarcato l’importanza della sinergia d’azione tra tutte le istituzioni: “La battaglia contro la violenza di genere va portata avanti con compattezza. Il vero passo avanti lo faremo quando le istituzioni riusciranno a trasmettere un messaggio culturale nuovo. Parlamento e Governo stanno dando un bel segnale”.

“La proposta di legge di cui parliamo oggi – ha proseguito il ministro della Giustizia – dimostra che questo percorso è stato intrapreso, in quanto si anticipa la soglia d’intervento dello Stato, anche in momenti antecedenti alla commissione dei reati. Particolare attenzione merita anche la proposta di legge della senatrice Alessandra Maiorino che permette di anticipare il percorso trattamentale all’ammonimento del questore, anche in assenza di denuncia penale”.

Per Bonafede “è importantissimo sancire il principio della certezza della pena, soprattutto per i reati che destano un certo allarme sociale di fronte a cui lo Stato deve rispondere in maniera ferma”, e in questo “il Codice rosso ha segnato alcuni punti importanti”, con l’introduzione, tra le altre cose, di quattro nuovi reati e l’inasprimento delle pene per altri già previsti.

Analoga attenzione va dedicata al tema della rieducazione di chi commette reati ai danni delle donne: “Per chiudere il cerchio dobbiamo pensare anche a coloro che si sono macchiati di delitti gravi. Occorre fare di tutto per evitare che queste persone tornino a compiere reati. La funzione rieducativa della pena è importante non solo per il detenuto ma anche per tutta la società”.

“In questo primo anno di attività del Codice rosso – ha concluso il Guardasigilli – sono stati avviati in numerosi istituti penitenziari i  percorsi trattamentali specifici e continueremo a investire in questo senso. L’impegno sul percorso trattamentale di chi ha commesso reati è uno dei tasselli fondamentali di un mosaico che stiamo cercando di costruire per proteggere le donne e i loro figli“.

Nella foto di copertina un’immagine di Palazzo Chigi ‘colorato’ di rosso in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne