Virginia Woolf: dal carcere di Perugia al Teatro Morlacchi
18 Maggio 2026
Sarà replicato oggi, alle 19,30 al Teatro Morlacchi di Perugia, lo spettacolo Dalla costola di una colomba presentato il 14 maggio scorso nella casa circondariale Capanne. Si tratta di un evento di grande rilievo, considerando che la pièce sarà ospitata dalla maggiore istituzione teatrale della città.
L’opera trae spunto dal saggio Le tre ghinee, pubblicato da Virginia Woolf nel 1938, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, ed è realizzato dalla regista Vittoria Corallo con i detenuti dell’istituto penitenziario e alcuni studenti e studentesse di scuole secondarie e dell’Università degli Studi di Perugia. Per la ‘trasferta’ fuori dal carcere, al di là degli aspetti organizzativi, l’artista che ha curato l’iniziativa ha provveduto ad alcuni accorgimenti drammaturgici, aggiustamenti necessari come la registrazione di video con i detenuti che non potranno uscire dall’istituto.
Già dal titolo, lo spettacolo propone un ribaltamento rispetto alle disparità di genere, promuovendo la centralità della donna come punto di partenza per scongiurare i conflitti. In scena, le figure femminili, in abiti bianchi, in minoranza rispetto alle presenze maschili, muovono rivendicazioni rispetto all’inferiorità sociale della donna: “Ci vogliono chiuse e relegate nell’ignoranza”, afferma una di loro nella pièce. A partire dai motivi del libro della scrittrice britannica – la prevenzione della guerra, la ricostruzione di un college femminile, il sostegno alle donne impegnate nella ricerca di un’occupazione – l’artista presenta, attraverso una serie di quadri scenici, un dibattito tra la posizione degli uomini, favorevoli alla marginalizzazione delle donne e alla guerra, e la visione che promuove, al contrario, la parità di genere e la pace.
La conclusione dello spettacolo propone l’intervento del pubblico per lo scioglimento della controversia, invitando ognuno di noi a prendere posizione. “Versereste quella ghinea perché le donne possano studiare e avere libero acceso nel mondo del lavoro?”, si chiede alla fine della rappresentazione. Tutti gli spettatori presenti, giovedì pomeriggio, nella sala del carcere di Perugia hanno alzato la mano.
Prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria, con il sostegno della Fondazione Perugia, l’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza, e mira a offrire percorsi di formazione nei mestieri teatrali, stimolando, allo stesso tempo, una riflessione critica su argomenti di particolare rilevanza sociale.
Nonostante la tematica particolarmente impegnativa, la messa in scena ha previsto sfumature esilaranti, con momenti di risate incontenibili tra gli stessi attori, anche a causa degli originali costumi di carta e cartone studiati da Rosa Mariotti.
Uno spettacolo adatto a un pubblico quanto mai eterogeneo, che ha accolto con entusiasmo la pièce, con piena soddisfazione di tutti coloro che hanno reso possibile il progetto.