Viterbo, un percorso accogliente per minori e persone vulnerabili

Il Palazzo accoglie - Viterbo
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Due sale dedicate agli ascolti protetti di minori e persone vulnerabili, come le vittime di violenza sessuale: è il nuovo spazio inaugurato oggi all’interno del Palazzo di Giustizia di Viterbo, presso l’aula di Corte d’Assise. Un ambiente realizzato secondo standard tecnologici avanzati, ma soprattutto pensato per offrire accoglienza e protezione a chi, già provato da esperienze traumatiche, deve affrontare il delicato momento della testimonianza in ambito giudiziario.

Il progetto, finanziato dal Ministero della Giustizia rappresentato oggi dalla vice capo Dog Rosa Patrizia Sinisi e significativamente intitolato “Il Palazzo accoglie”, prevede anche un ingresso riservato, separato da quello principale, così da evitare esposizioni e stress aggiuntivi ai soggetti più fragili coinvolti nei procedimenti, in particolare penali.

Alla presentazione sono intervenuti il presidente del tribunale Francesco Oddi e il procuratore della Repubblica Mario Palazzi, seguiti dalla vice capo del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del Personale e dei Servizi Rosa Patrizia Sinisi, e dalla sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Dopo un confronto con gli esperti del tribunale, ha concluso i lavori la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, già presidente del tribunale di Viterbo.

“Quello che colpisce di questo protocollo non è solo la dimensione organizzativa, né l’osservanza normativa, ma il senso concreto, umano, di questa iniziativa”, ha evidenziato la vice capo Dog Sinisi. La specifica formazione del personale che accoglierà le persone vulnerabili, ha proseguito, “non è affatto scontata ed è il segno dell’attenzione e del rispetto per i più fragili che entreranno in questo palazzo”.

La nuova sala ha standard elevati di protezione; “fino a poco tempo fa”, ha spiegato Francesco Oddi, “si usavano le accortezze del paravento, e altre modalità, che però mantenevano quella potenzialità intimidatrice che aveva il contesto complessivo”. Per il presidente del tribunale il senso, che è anche il pregio del progetto, è creare “un insieme di servizi, beni e soprattutto persone che, nell’insieme, possano migliorare il servizio giustizia in dei segmenti processuali particolarmente delicati”.

 

Il Palazzo accoglie - Viterbo

Nel corso dell’inaugurazione è stato siglato anche un accordo tra Procura e Tribunale, con il supporto di psicologi, carabinieri e guardia di finanza, finalizzato alla formazione del personale. L’obiettivo è chiaro, come sottolineato da una specialista psicologa : “sensibilizzare gli operatori a un trattamento che riconosca la dignità di tutti i soggetti fragili che entrano in contatto con la giustizia e prevenire la vittimizzazione secondaria, quella sofferenza che non deriva direttamente dal reato ma dall’interazione con le istituzioni e la collettività”.

“La realtà giudiziaria di Viterbo – ha sottolineato la presidente Covelli – si conferma ancora una volta un modello capace di tradurre in iniziative concrete valori di rango costituzionale: la solidarietà, il rispetto della persona e della dignità di ogni individuo, in particolare quando fragile e vulnerabile. Progetti come questo e come il Giardino della Solidarietà ne sono testimonianza diretta”.

Una parte centrale del progetto riguarda l’accoglienza visiva ed emotiva offerta alle vittime. Covelli ha evidenziato il valore aggiunto rappresentato dal coinvolgimento nella realizzazione del progetto del Liceo Artistico “Francesco Orioli” di Viterbo: l’aula e il percorso che conduce agli spazi di ascolto protetto sono stati infatti decorati con disegni realizzati dagli studenti, pensati per rendere l’ambiente meno ostile e più vicino alla sensibilità dei minori. “Grazie alla guida di docenti appassionati, questi giovani hanno messo a disposizione i loro talenti attraverso le loro opere. Ragazze e ragazzi che veicolano la legalità e interpretano con sensibilità valori fondanti della nostra Costituzione”. L’intero tragitto è stato inoltre impreziosito da piante e fiori scelti per garantire fioriture rasserenanti durante tutto l’anno, come la rosa Iceberg bianca. A realizzarne la messa a dimora è stata l’Università degli Studi della Tuscia, che ha coinvolto nel progetto anche un gruppo di detenuti, offrendo loro un’occasione di lavoro e reinserimento sociale.

Viterbo, inaugurate le nuove sale per l’ascolto protetto

Le nuove sale rappresentano non solo un passo avanti nella tutela delle vittime, ma anche un esempio concreto di come istituzioni, scuola, università e comunità possano collaborare per costruire un sistema giudiziario più umano, rispettoso e inclusivo. La presidente, a tal proposito, ha richiamato la dimensione umana della funzione giudiziaria: “La giustizia è, per sua natura, chiamata a decisioni delicate e spesso dolorose, ma è anche relazione, ascolto, capacità di accogliere senza intimidire. L’apertura di questa sala concretizza un principio che da anni ispira il legislatore, europeo e nazionale, e tutti coloro che operano quotidianamente nei nostri uffici: la tutela della fragilità non è un semplice adempimento, ma un dovere morale e giuridico”.

E in conclusione Maria Rosaria Covelli ha annunciato che il 9 dicembre presso il Palazzo di Giustizia di Napoli “sarà inaugurato uno spazio dedicato all’ascolto delle vittime di reati. Ciò che celebriamo oggi a Viterbo si inserisce in un movimento ampio e condiviso”.