Vittime errori giudiziari, la Camera approva pdl Tortora

Camera dei Deputati
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Con 178 sì, nessun contrario e 97 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge che istituisce la ‘Giornata nazionale Enzo Tortora’, in memoria delle vittime degli errori  giudiziari, da celebrarsi il 17 giugno. Il provvedimento passa ora al Senato.

Oltre all’istituzione della giornata nazionale per ricordare le vittime, che non diventa una festività civile e non comporta la chiusura di uffici e scuole, la proposta prevede la promozione della cultura della presunzione di innocenza fino a prova contraria, del giusto processo e delle garanzie costituzionali, oltre a iniziative culturali e didattiche volte a sensibilizzare studenti, amministrazioni pubbliche ed enti sul tema.

La data non è casuale, coincide con il giorno dell’arresto del presentatore televisivo Enzo Tortora, avvenuto il 17 giugno del 1983. Sulla base di dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, rivelatesi poi infondate, Tortora fu accusato di appartenere alla Nuova Camorra Organizzata. Certo della sua innocenza, rinunciò all’immunità parlamentare di cui godeva, dopo essere stato eletto al Parlamento Europeo, e decise di affrontare il processo. Fu condannato a dieci anni di reclusione per traffico di stupefacenti e associazione per delinquere di stampo mafioso: trascorse sette mesi in custodia cautelare prima di ottenere i domiciliari e la libertà provvisoria.

Tre anni dopo, il 15 settembre 1986, venne assolto in formula piena dall’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso per non aver commesso il fatto e da quella di traffico di stupefacenti. Nel 1987 la Corte di cassazione accolse il ricorso e confermò l’assoluzione, ribadendo l’infondatezza delle dichiarazioni che lo avevano condannato. Tortora morì l’anno successivo, il 18 maggio 1988.

Nella relazione illustrativa del testo si legge: “Ingiustamente accusato di reati per fatti a cui, successivamente, risultò del tutto estraneo, Enzo Tortora rappresenta l’emblema di tutti gli innocenti che, a causa di errori giudiziari, vengono incarcerati o subiscono restrizioni della propria libertà personale, a discapito delle garanzie dettate in particolare dagli articoli 13 e, soprattutto, 27 della Costituzione”.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in occasione della visione della prima di Portobello, la miniserie che racconta la vita e il processo di Tortora, l’ha definita “una vicenda estremamente dolorosa”.

In tema di errori giudiziari, il Guardasigilli ha riconosciuto che “molte persone entrano in carcere salvo poi essere riconosciute innocenti, mentre una parte cospicua della popolazione carceraria è in attesa di giudizio”.

 

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