“A Roma le organizzazioni criminali hanno smesso di farsi la guerra”

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“A Roma esiste un patto tacito esplicito di non aggressione tra organizzazioni criminali tradizionali e quelle autoctone. Hanno capito che se non ci sono episodi eclatanti di violenza, gli affari vanno meglio. Roma, in questo senso, è il luogo ideale per chi fa questo tipo di accordo”.

Lo ha detto ai microfoni del Giornale Radio il capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone che, assieme all’aggiunto Michele Prestipino, ha scritto un saggio dal titolo Modelli Criminali.

Dopo aver ricordato che la Cassazione, con le sue ultime sentenze, ha detto che vanno inquadrate nell’ipotesi del 416 bis del codice penale, e cioè nell’associazione mafiosa, anche le cosiddette piccole mafie, Pignatone ha spiegato che l’indagine sul Mondo di Mezzo o Mafia Capitale “ha fornito tantissimi elementi di conoscenza e di informazione che spero vengano utilizzati per reagire perché poi deve essere chiaro che se gli spazi in qualche modo liberati da un’azione repressiva efficace non vengono occupati dalla società civile, dalla buona politica, dalla buona amministrazione, da una buona economia, prima o poi torneranno i criminali”.

Pignatone ha infine sottolineato che Roma “ha un alto livello di sicurezza, lo dimostra il numero di appena 10 omicidi nell’ultimo anno. Mi sembra un dato che vada valorizzato se si pensa che parliamo di una città di 3 milioni di abitanti”. (AGI)