Metodo mafioso nel raid al Roxy Bar:
sette anni ad Antonio Casamonica
25 Febbraio 2019
E’ stata riconosciuta l’aggravante del “metodo mafioso” ad Antonio Casamonica, uno degli autori dell’aggressione – avvenuta il primo aprile del 2018 – ai danni di una cliente invalida civile e del titolare del Roxy Bar, un locale del quartiere della Romanina (a sud est della Capitale). Secondo la sentenza pronunciata oggi il Tribunale lo ha condannato a 7 anni di reclusione. Lesioni e violenza privata sono i reati contestati dal pm Giovanni Musarò. La procura aveva chiesto una condanna a 7 anni e 4 mesi.
I giudici hanno dichiarato Casamonica interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale per la durata della pena. Il tribunale ha disposto nei suoi confronti la misura della libertà vigilata per 3 anni una volta espiata la condanna. L’imputato dovrà risarcire 60mila euro all’invalida civile vittima dell’aggressione e 40mila complessivi al titolare del bar e alla moglie. Disposti cinquemila euro in favore della Regione Lazio e altri 20mila euro alle altre parti civili.
Per lo stesso episodio il 15 ottobre scorso erano stati già condannate tre persone, tutte appartenenti al clan Di Silvio, che hanno optato per il rito abbreviato. Il gup Elvira Tomaselli ha condannato a 4 anni e 10 mesi Alfredo, a 4 anni e 8 mesi suo fratello Vincenzo e a 3 anni e due mesi il nonno, Enrico.
“Vergognatevi schifosi, l’Italia fa schifo”. E’ quanto hanno urlato in aula dai parenti di Antonio Casamonica. Dopo la lettura della sentenza alcune persone hanno inveito anche contro i giornalisti presenti in aula.