“Viaggio nelle carceri” tra i giovani adulti di San Vittore
11 Gennaio 2025
Ai 282 giovani adulti detenuti a San Vittore è dedicata la seconda puntata del “Viaggio nelle Carceri” del Sole 24 Ore, a firma di Raffaella Calandra. L’area che ospita i ragazzi tra i 18 e i 25 anni è “uno dei reparti più complessi dell’intero istituto”, perché raccoglie le tensioni dovute all’età, al carattere, agli spazi di un penitenziario.
La giornalista riporta che “per molti ragazzi il carcere è il primo incontro con l’istituzione o con un medico”. E ad affiancarli e aiutarli ci sono alcuni detenuti più grandi, come il 42enne Alessandro.
Molte le paure, come quella del fuori: Laura lavora nello spaccio del carcere, il che le assicura “un po’ di autonomia e autostima. Fuori chi mi dà un impiego?”. Ma la paura spinta all’estremo porta a gesti ben più gravi: “Non a caso c’è chi si toglie la vita alla vigilia del ritorno in libertà”, scrive ancora Calandra.
Ma San Vittore è anche il luogo della solidarietà e della cultura: da anni è palcoscenico della “Prima diffusa”, la proiezione del tradizionale concerto meneghino in diretta dalla Scala. E poi ci sono i corsi per attrarre i più giovani e rendere il tempo della detenzione più lieve: dalla musica rap ai podcast, al disegno.
Sullo sfondo, un murale dipinto da poco con le bandiere dei vari Paesi di provenienza dei ragazzi. Uno sprazzo di bellezza, in “una pentola a pressione dove tutto può diventare una scintilla”, dice la giornalista.
Credit immagine: Wikimedia Commons