Poli universitari penitenziari, rinnovato accordo Dap-Sapienza

Aula studio in un carcere, immagine creata con IA (Canva)
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Prosegue il percorso per garantire il diritto allo studio universitario delle persone detenute nei penitenziari della Capitale e di altre Regioni.

È stato infatti rinnovato l’accordo sul polo della Sapienza, siglato dal provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise, Giacinto Siciliano, dal garante regionale delle persone private della libertà, Stefano Anastasìa, e dalla rettrice dell’ateneo romano, Antonella Polimeni.

Il nuovo protocollo garantisce l’incontro docenti-studenti, anche per via telematica, e fissa a non meno di tre i colloqui prima di sostenere gli esami. Assicurati, inoltre, gli incontri per la preparazione della tesi finale.

Il provveditorato, si legge nell’accordo, si impegna a offrire spazi idonei allo studio all’interno delle carceri, con “l’assegnazione, ove possibile, in camere e reparti adeguati” e la possibilità di “accesso ai canali di informazione bibliografica, di elaborazione e calcolo che si rivelino utili ai fini della predisposizione della tesi finale”.

La Conferenza nazionale dei poli universitari penitenziari (Cnupp) ha censito nei tre atenei di Roma – Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre – 231 studenti per l’anno accademico 2023-2024. La Sapienza ne conta 53. I poli servono diversi penitenziari di Lazio, Abruzzo e Molise, fino alla Campania.

Le attività del polo della Sapienza sono iniziate nel 2021, in attuazione di un protocollo d’intesa siglato nel settembre 2019 tra il Dap e la Cnupp. Con il rinnovo, le attività proseguono fino all’anno accademico 2026-2027. Ad oggi, la Conferenza conta oltre 40 atenei che erogano offerte didattiche per i detenuti.

 

 

Foto copertina: aula studio in un penitenziario, immagine creata con IA (Canva)