Bologna: un progetto per portare i detenuti nelle platee dei teatri
21 Novembre 2025Nasce a Bologna, per ispirazione di Alessandro Bergonzoni, attore e drammaturgo, il progetto Uscire per motivi spettacolari, promosso dalla Camera Penale della città, Franco Bricola, attraverso l’intervento dell’Osservatorio Diritti umani, carcere e altri luoghi di privazione della libertà. L’iniziativa è stata presentata il 18 novembre a Palazzo d’Accursio, alla presenza delle istituzioni e delle rappresentanze culturali del territorio.
Il programma prevede che, per gli spettacoli teatrali della stagione invernale, siano riservati alcuni biglietti omaggio a favore dei detenuti che abbiano già ottenuto permessi premio o siano stati ammessi alle misure alternative alla detenzione, nonché per i loro congiunti o accompagnatori volontari.
Per la realizzazione del progetto sono state coinvolte molte delle principali sedi cittadine deputate ad ospitare spettacoli: fra le altre, il Teatro Comunale, l’Arena del Sole-Teatro delle Moline, il Teatro Duse, il Teatro Celebrazioni, il Teatro Dehon, l’Oratorio San Filippo Neri. “I teatri hanno offerto la loro disponibilità e noi facciamo da tramite”, ha detto l’avvocato Luca Sebastiani, responsabile dell’osservatorio che ha dato impulso all’iniziativa. “E’ un segnale della comunità: apriamo metaforicamente le mura del carcere, permettendo alle persone detenute di sedersi accanto a qualsiasi cittadino”, ha aggiunto.
La direttrice della Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna, Rosa Alba Casella, annunciando di voler partecipare alla conferenza stampa di presentazione del progetto, ha sottolineato come al centro dell’iniziativa vi sia la ricerca di un’integrazione tra carcere e città, e il desiderio di offrire ai detenuti la possibilità di vivere “momenti di libertà e di normalità, nell’ottica dell’inclusione sociale”. Il modello presentato mira ad accrescere gli spazi di autonomia e responsabilità del condannato, sostenendo il dialogo con la realtà esterna, la scoperta di nuovi interessi, e la costruzione di relazioni significative. Uno dei suoi obiettivi è la creazione di una rete solida di scambi, che consenta il reinserimento sociale dei detenuti attraverso la condivisione di pratiche culturali. Riconoscersi nella comunità significa, per chi è privato della libertà, cambiare prospettiva nell’affrontare l’esistenza e la pena stessa.
Alessandro Bergonzoni, che, per elaborare il progetto, si è ispirato alla sua opera Viaggio nello spazio (in presenza di gravità), afferma che il ruolo dell’arte è quello di accorciare le distanze, anche quella esistente tra il mondo dei reclusi e la realtà cittadina. “Non solo spettacoli: vorremmo portare quadri della Pinacoteca in carcere, concerti nei cortili, persino le voci dei bambini delle scuole. Il suono non è imprigionabile”, ha dichiarato l’artista bolognese, sottolineando il valore della cultura come ponte tra mondi separati.