A Venezia, in carcere, una sede distaccata del CUP

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Nella Casa Circondariale Santa Maria Maggiore, a Venezia, alcuni detenuti sono stati selezionati come operatori del centro unico di prenotazione dell’Azienda Sanitaria Locale del Veneto. Rispondono ai cittadini, controllano le agende degli appuntamenti delle strutture del territorio, fissano visite ed accertamenti clinici. Lo fanno dal carcere, in un locale individuato dalla direzione dell’istituto penitenziario, attrezzato dall’ente sanitario e dal consorzio che gestisce il servizio prenotazioni.
L’iniziativa è partita nella primavera di quest’anno, con sei detenuti, divenuti nove, provvisti di competenze utili a svolgere il compito. Dopo un periodo di affiancamento con un operatore esperto della Ulss 3 Serenissima, i nuovi impiegati vengono inquadrati come lavoratori a tempo indeterminato; uno di loro è stato autorizzato a svolgere la mansione all’esterno del carcere, lavorando presso la sede principale del CUP dell’azienda, quella dell’Ospedale dell’Angelo, a Mestre.
“Il servizio sanitario ha la funzione di curare, ma curare significa prendere per mano la persona. Salute è stato di benessere fisico, psichico, e anche sociale”, spiega il direttore generale dell’azienda, Edgardo Contato.

“Questo lavoro ci ricollega alla società, e la gratificazione che abbiamo dagli utenti stessi ci esorta non solo a fare sempre meglio il nostro lavoro, ma anche a vivere meglio il carcere”, racconta uno dei nuovi operatori del call center. È un’attività che permette di dare un nuovo significato alla detenzione. “Ci sembra di essere fuori dal carcere, di avere una possibilità di riscatto che non possiamo perdere”, dichiara un altro operatore del servizio.
Non si tratta di semplice solidarietà a chi vive uno stato di detenzione, ma di un progetto di integrazione del mondo penitenziario nella società. L’iniziativa del CUP in carcere è “il segno e la promessa della possibile riappacificazione con la comunità”, continua Contato. La sede decentrata del centro prenotazioni della azienda sanitaria locale è un punto di forza del sistema, un vero e proprio servizio alla cittadinanza, che elabora circa 5500 telefonate al mese, 300 chiamate al giorno, distribuite in due turni di quattro ore ciascuno. “È una sperimentazione che funziona sia in termini economici che sociali”, conclude il direttore della ASL.