Memoria come dovere civile: l’Italia ricorda le vittime di tutte le mafie
21 Marzo 2019
La memoria e la conoscenza come antidoto alla rassegnazione e all’indifferenza: come ogni anno, a partire dal 1996, il 21 marzo, equinozio di primavera, l’Italia ricorda e onora le tantissime vite stroncate dalla carica d’odio e distruzione delle mafie. Magistrati, giornalisti, uomini delle forze dell’ordine, sindacalisti, rappresentanti istituzionali, sacerdoti, cittadini comuni: i nomi delle circa mille vittime innocenti della criminalità organizzata verranno elencati, evocati, scanditi, per sottrarli dal pericolo dell’oblio causato dallo scorrere del tempo. “Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Per farli esistere nella loro dignità”: con queste parole Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti chiarisce il senso di un progetto che ormai va avanti da oltre vent’anni.
La giornata, promossa dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico, ha tratto origine dall’iniziativa di una madre che ha perso il figlio nella strage di Capaci, costata la vita al giudice Giovanni Falcone. Il suo dolore era diventato insopportabile perché accanto allo strazio della perdita aveva trovato posto la rabbia per l’incapacità di una parte del Paese di ricordare e valorizzare il sacrificio dei tanti caduti in difesa dei valori di legalità e giustizia. “Sono la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri”. Così Carmela si rivolse a don Ciotti in occasione del primo anniversario della strage di Capaci proprio nel tratto di autostrada siciliana sventrato dal tritolo di Cosa nostra.
Da qui la decisione di istituire la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Quest’anno il fulcro delle iniziative sarà Padova, dove si svolgerà la manifestazione nazionale dal titolo Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale. La scelta della città veneta, anche alle luce di recenti inchieste, testimonia la necessità di non circoscrivere l’impegno civico e culturale contro la mafia alle sole regioni del Meridione e vuole essere un segno tangibile di vicinanza e sostegno a chi si trova, nei territori del Nordest, a fronteggiare il germe della violenza mafiosa, della corruzione, della sopraffazione e degli abusi di potere.
Cortei, momenti di riflessione, dibattiti e iniziative culturali si svolgeranno in tutta Italia (qui l’elenco completo delle iniziative). In molte città saranno presenti anche i familiari delle vittime e tanti degli appuntamenti in programma saranno animati dagli studenti. Alcune piazze della memoria si raduneranno anche al di fuori dei confini nazionali, in città europee, africane e sudamericane.