Taranto, “Ponti sospesi”: gli studenti entrano in carcere

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Si conclude oggi, con la visita di oltre quaranta studenti alla casa circondariale Carmelo Magli di Taranto, il progetto “Ponti sospesi: dialoghi tra reclusione e comunità”.

Da settembre 2025, i docenti di lettere, diritto e scienze umane dell’istituto di istruzione secondaria Liside-Cabrini hanno coinvolto gli studenti delle quarte classi in un percorso interdisciplinare con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi della giustizia e delle conseguenze delle scelte personali.

“Sviluppare una sensibilità verso chi ha sbagliato non significa giustificare l’errore, ma coltivare un senso civico maturo, capace di guardare oltre i pregiudizi e di interrogarsi sulle dinamiche sociali che portano alla devianza” ha dichiarato la preside Annamaria Strazzullo.

Da Antonio Gramsci a Silvio Pellico, passando per le fiction più popolari nel mondo giovanile come “Orange is the new Black” e “Mare fuori”, le docenti di lettere hanno analizzato l’ambiente carcerario insieme ai ragazzi, raccontando e studiando le opere di autori e scrittori che hanno sperimentato la condizione detentiva.

L’ultima lezione però si svolgerà all’interno della struttura penitenziaria: “Credo fermamente che la scuola debba avere il coraggio di portare i ragazzi fuori dalle aule, laddove i concetti di giustizia, legalità e dignità umana smettono di essere astrazioni teoriche per diventare volti, storie e spazi di riflessione”, afferma ancora la preside. “Vogliamo che i ragazzi comprendano che la libertà è strettamente legata alla responsabilità”.