Fiamme azzurre, Romele:
“Gareggiare in casa mi emoziona”

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Giuseppe Romele, atleta paralimpico delle Fiamme azzurre, bronzo per lo sci di fondo alle Olimpiadi Milano-Cortina, nelle scorse settimane é stato ricevuto, assieme ai suoi compagni, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da Papa Leone XIV, dalla presidente Giorgia Meloni e infine, da Ignazio La Russa, presidente del Senato. “Una grande emozione” ha commentato durante l’intervista che ha rilasciato a gNews.

 La tua storia sportiva passa prima dalla maratona, poi approdi allo sci di fondo. Come è stato il percorso? Come ti sei avvicinato allo sport?

Ho avuto la fortuna di iniziare a fare sport in Val Camonica (Brescia) attraverso la polisportiva omonima, che mi aiutato a inserirmi in questo mondo. Prima ho iniziato con il nuoto (dal 2006 al 2016), perché abitando vicino al lago di Iseo, nei periodi estivi spesso ci andavo a nuotare. Poi ho deciso di provare la maratona; infine, nel 2018 la svolta: un amico e collega, Cristian Toninelli, mi chiede di provare lo sci di fondo. Dalle Olimpiadi di Pechino 2022 è cominciata questa avventura, e ora, dopo un 2025 dedicato alla preparazione per quelle di Milano-Cortina, d’accordo con le Fiamme azzurre mi dedicherò solamente al Triathlon, per puntare a una medaglia a Los Angeles 2028. Questa disciplina ha bisogno di esclusiva e di allenamenti specifici.

Che ricordi hai della gara che ti ha portato sul podio? 

Dietro la medaglia c’é tanto lavoro fisico e mentale, ma soprattutto c’é una squadra che ti supporta. Avevo il pubblico italiano che tifava per me ed è stato emozionante gareggiare in casa. Questi giochi paralimpici hanno fatto acquisire all’Italia una grande importanza sia dal punto di vista della capacità organizzativa, che da quello della rilevanza qualitativa del movimento paralimpico italiano. Resta ancora da affrontare il tema della parificazione dei premi tra atleti olimpici e paralimpici, che lascia ancora aperta la questione dell’inclusività. Sul punto, il movimento statunitense è più avanti: hanno parificato i premi.

 

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Hai avuto tanti incontri istituzionali dopo i Giochi. Che momenti sono stati?

Un’emozione particolare è stata quella di poter stringere la mano a Papa Leone, una enormità che faccio ancora fatica ad esprimere. Lo avevo visto solo in tv e poter entrare nei saloni del Palazzo apostolico in Vaticano è stato incredibile.

Che progetti hai per il futuro? Pensi alle Olimpiadi del 2028?

Si, ma già dal 2026 si deve programmare la preparazione. Oggi si tende a pensare solo al risultato del biennio, ma il problema è un altro: siamo sicuri che il fisico regga due anni di sforzo fisico? Non si tiene conto della probabilità di infortunio. Inoltre non sarà semplice qualificarsi ai prossimi Giochi. Il metodo di selezione è diverso da quello delle Olimpiadi invernali e quindi è già partita la fase degli allenamenti.

Quale è il tuo rapporto con le Fiamme azzurre?

Sono contento di far parte di questo Gruppo sportivo perché danno supporto e disponibilità agli atleti e ritengo che sia importante che ci sia la libertà e spazio per i propri sogni, esattamente come succede con le Fiamme azzurre.