“Le Supplici” al teatro antico
di Tindari con i detenuti attori
23 Luglio 2026
I detenuti attori delle carceri di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto calcano la skenè – l’area del teatro greco riservata agli attori – con “Le Supplici” di Eschilo. Appuntamento domani, 24 luglio, alle 20.30, in prima nazionale, al teatro antico di Tindari.
La Libera compagnia del Teatro per sognare, insieme ad artisti liberi, interpreta una delle più antiche tragedie della letteratura greca. Protagoniste le Danaidi che, in fuga dall’Egitto per sottrarsi al matrimonio con i cugini, chiedono asilo ad Argo. L’adattamento scenico de “Le Supplici” è firmato da Moni Ovadia e da Mario Incudine. La lingua usata è il siciliano, con innesti di greco moderno e arabo, scritta in ottava rima, cioè in strofe da otto versi.
La partecipazione dei detenuti attori alla prima di Tindari è frutto del progetto di teatro in carcere “Fil Rouge”. Supportato dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e patrocinato anche dal Ministero, è ideato da Daniela Ursino e realizzato con il sostegno di Enel cuore, ente filantropico del gruppo Enel, della curia e dell’università di Messina.
Oltre alla prima nazionale del 24 luglio, ci sono altre iniziative che vedono impegnati i detenuti della compagnia. Il gruppo di attori di Barcellona Pozzo di Gotto sta realizzando il nuovo spettacolo “Non è tutto oro quello che luccica”, con un testo scritto da loro. E poi, un gruppo di persone in regime di semilibertà e affidate ai servizi sociali recitano nei laboratori del teatro di Camaro San Paolo a Messina e dell’associazione Le Lucertole di Barcellona Pozzo di Gotto.
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