I tre giorni di Ascanio Celestini tra i detenuti di Spoleto
12 Aprile 2019
E’ stata “un’adozione condivisa” tra la casa di reclusione di Spoleto e il liceo artistico Sansi Leonardi Volta quella che ha visto protagonista Ascanio Celestini, una delle voci più note e irriverenti del teatro di narrazione italiano che per tre giorni, dal mercoledì a oggi, è stato nel carcere umbro, secondo quanto stabilito dal programma “Adotta uno scrittore” del Salone Internazionale del Libro di Torino che prevede incontri senza filtri e censure tra un autore e e gli studenti di una scuola superiore. Trenta gli istituti e altrettanti gli autori ospitati tra i banchi, ma Ascanio Celestini e altri nove colleghi hanno voluto essere presenti in sezioni di scuole carcerarie.
Per la sua diciassettesima edizione la rassegna, grazie alla collaborazione del CESP (Centro Studi per la scuola pubblica e la rete delle scuole ristrette), ha incluso dieci sezioni penitenziarie di cui tre al di fuori dei confini del territorio piemontese. Tra queste Spoleto e il liceo Sansi Volta dove è nata una delle compagnie ormai storiche di Teatro – carcere, la #Sinenomine diretta da Giorgio Flamini, organizzatore dell’evento assieme alla direzione dell’istituto.
Celestini non è nuovo dell’ambiente: per scrivere Pro Patria, che ha tra i protagonisti “un detenuto condannato alla reclusione fino al giorno 99 del mese 99 dell’anno 9999… come una ghigliottina al rallentatore”, nel 2012 visitò diversi istituti. A Spoleto ha proposto “Barzellette” (Einaudi, Stile libero), raccolta antologica del meglio (o del peggio) della produzione mondiale in materia, reinventata e reinterpretata dall’autore. Tema leggero solo all’apparenza. “L’incontro è stato intenso, profondo nel trattare vizi e devianze con una forma breve come la barzelletta – racconta Flamini –. Ascanio Celestini ha espresso tutta la sua abilità di attore e di narratore nel dialogo con i circa cinquanta detenuti coinvolti tra quanti frequentano il liceo artistico, l’università e il laboratorio teatrale di #Sinenomine”.
I risultati di tre giorni di confronti, curiosità, stimoli ed emozioni varie saranno presentati nel corso di un convegno del CESP che si terrà al Lingotto di Torino il 13 e il 14 maggio 2019 in cui si confronteranno le esperienze delle altre scuole inserite nel progetto. I detenuti della compagnia hanno donato a Celestini un costume di Pulcinella realizzato per lo spettacolo “A Città ‘e Pulecenella”, inserito nel cartellone del festival dei Due Mondi nel 2016 diretto da Giorgio Flamini, che prima di insegnare nel liceo artistico “ristretto” dell’istituto di Spoleto (“una scelta”, tiene a precisare), frequentato già da anni come volontario, ha lavorato a lungo come architetto e scenografo teatrale, per poi passare alla regia.
“’Adotta Ascanio Celestini’- aggiunge- è il secondo appuntamento del progetto Matera 2019: Con lo sguardo di dentro – Diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della comunità, presentato a Rebibbia il 29 marzo scorso. Un programma coordinato dal CESP e creato sulla base della circolare del 5 gennaio scorso, del Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, con la quale si invitavano i Prap (i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria), i direttori e i comandanti delle istituzioni penitenziarie, a dare forte impulso alle attività culturali degli istituti in occasione di Matera 2019, capitale europea della cultura. Un’iniziativa che ha dato a noi e ad altri operatori culturali penitenziari un’importante opportunità di prendere contatti con personaggi del mondo dello spettacolo e dell’arte e di coinvolgerli in eventi all’interno degli istituti”.
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