Camboni e Bissaro, trionfi Azzurri alle finali di Coppa del mondo di vela

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Ai Campionati italiani under 20 e under 23 di atletica leggera le Fiamme Azzurre hanno fatto l’en-plein, conquistando le maglie tricolori di categoria con tutti e cinque gli atleti presenti. Ha iniziato Zaynab Dosso nei 100 metri – tre volate vincenti, 11”62 in batteria, 11”77 in semifinale e 11”74 contro vento in finale – poi la bella progressione di Nadia Battocletti sui 5000 juniores, in una gara in cui le prime quattro sono andate sotto i 17 minuti del minimo per gli Europei U20 di Boras (16’23”18 il tempo della campionessa trentina). Nella seconda giornata, oltre al volo di Stefano Sottile a 2,30 sulla pedana dell’alto (LEGGI QUI L’ARTICOLO), da registrare una bella doppietta sugli 800 metri: Eloisa Coiro fa il personale nella finale juniores (2’05”12, bel duello con la bresciana Sophia Favalli, poi vincitrice dei 1500 metri), mentre Elena Bellò vince ancora una volta tra le promesse, con una gara tutta in solitario (2’03”10, a meno di un secondo dal suo miglior tempo).

La giornata di sabato 8 giugno era pure vissuta sulle imprese dei nostri velisti nelle acque di Marsiglia: grazie alla “medal race” delle rispettive classi olimpiche Mattia Camboni (RS: X nella foto di copertina) e Vittorio Bissaro (con la partner Maelle Frascari sul Nacra 17) – nella foto farevela.net qui sotto – hanno vinto per la prima volta la finale di Coppa del Mondo, al secolo “Isaf World Cup Series”. Un successo importantissimo, non solo per il palmarès: sia Mattia sia Vittorio hanno contribuito alla “carta olimpica” a disposizione dell’Italia, grazie ai piazzamenti nei Mondiali 2018 ad Aarhus, ma la qualifica non è personale e la scelta resta a disposizione della federazione nazionale. Il caso vuole che in azzurro ci siano altri pretendenti in grado – come i portacolori della Polizia Penitenziaria – di ambire al podio olimpico: nelle tavole c’è il finanziere Daniele Benedetti, civitavecchiese come Camboni e argento nella finale di Marsiglia, mentre nei catamarani c’è un’altra Fiamma Gialla, Ruggero Tita – che fa coppia con Caterina Banti, velista della Canottieri Aniene come Maelle Frascari – e anche questo equipaggio è andato sul podio in questa finale di World Series (bronzo). Insomma, per le bizzarrie del regolamento olimpico – legato ad una partecipazione volutamente limitata – due barche italiane da medaglia rischiano di non andare nemmeno a Tokyo il prossimo anno.

 

Vittorio Bissaro e Maelle Frascari trionfatori nel Nacra 17 a Marsiglia - FOTO CONI

Nel fine settimana sono andati in scena diversi appuntamenti titolati con i nostri paralimpici. Il più importante ai Mondiali di Hertoghenbosch, dove erano in palio le prime carte olimpiche per il para-archery: e in questo caso le Fiamme Azzurre hanno fatto poker, perché Elisabetta Mijno e Stefano Travisani (arco olimpico), Eleonora Sarti e Alberto Simonelli (arco compound) hanno tutti centrato il bersaglio della qualificazione per Tokyo 2020. Detto questo, spazio al dettaglio dei risultati e delle medaglie: la coppia Mijno-Travisani ha conquistato l’argento iridato nel Mixed Team ed Elisabetta (quinta individuale) porta a casa anche il bronzo a squadre. Nel compound, Alberto Simonelli – in coppia con Maria Andrea Virgilio – sale sul podio per il bronzo del Mixed Team, mentre Eleonora Sarti è quarta sia nell’individuale sia a squadre: la fiamma azzurra si vede soffiare due medaglie ad opera delle russe, prima opposta nella finalina a Tatiana Andrievskaya, poi col terzetto completato dalla siciliana Virgilio e da Giulia Pesci.

Due titoli italiani di para-triathlon sono arrivati dalla prova tricolore di Marina di Massa: sia Giovanni Achenza sull’handbike, sia Charlotte Bonin come guida della non vedente Anna Barbaro hanno indossato la maglia di campioni italiani di categoria e ora si apprestano ad affrontare le prove di Coppa del Mondo valide per il ranking olimpico. Ha fallito invece l’assalto alla maglia tricolore lo schermidore in carrozzina Matteo Betti: a Palermo l’atleta senese – leader del ranking dopo i gironi – si è trovato di fronte un Emanuele Lambertini in stato di grazia ed ha chiuso secondo nel fioretto e terzo nella spada. Invece i ragazzi dell’atletica hanno partecipato all’Italian Open di Grosseto, tappa nostrana del Grand Prix IPC: in gara con buoni risultati la rientrante campionessa mondiale del lungo Arjola Dedaj, l’altro lunghista Marco Cicchetti e gli sprinter Mattia Cardia, Emanuele Di Marino e Niccolò Pirosu. Ora si punta sui Campionati Italiani assoluti, in programma tra un mese: e a Jesolo dovrebbero tornare in gara anche i due grandi assenti di questo meeting internazionale, la mezzofondista Annalisa Minetti e il lanciatore Oney Tapia.

I binomi cavallo-cavaliere hanno lasciato qualche rimpianto alle Fiamme Azzurre sia nel pentathlon moderno, Europei juniores a Drzonkow, sia nel concorso completo di equitazione, con la Nations Cup in programma ai Pratoni del Vivaro. Infatti il pentatleta Giorgio Malan (già quarto per 6 secondi nella staffetta) ha visto andare in fumo le sue ambizioni – individuali e a squadre  per l’eliminazione e lo “zero” nel salto a ostacoli, mentre il completista Fosco Girardi – lanciato verso un piazzamento di prestigio – si è visto comminare una penalità da 15 punti per uno scarto fuori percorso del cavallo Feldheger nella prova di cross country. Nonostante tutto il cavaliere di Velletri ha contribuito all’argento del terzetto azzurro nella classifica a squadre, dietro la Svizzera, insieme con Pietro Roman e Marco Biasia.