Carcere di Spoleto, quel legame speciale tra detenuti e cani da adottare
21 Novembre 2019
Del progetto ‘Fuori dalle gabbie’ si è già data notizia su queste pagine: le cucce costruite dai detenuti per il canile, il recupero di cuccioli e cani randagi ad opera di 80 detenuti, la sistemazione di un canile all’esterno del carcere e la preparazione di alcune aree, ancora nella zona esterna, destinata a ospitare cani adulti e cuccioli del canile-rifugio di Spoleto, bisognosi di assistenza particolare.
L’attività, promossa dalla Fondazione Cavecanem con la collaborazione del Comune di Spoleto, inizia a dare frutti: si è in questi giorni conclusa la prima fase e i risultati recentemente illustrati sono tutti molto positivi. Le attività previste dal progetto sono state compiute, alcune sono ancora in corso, come la sistemazione del canile comunale di Marrozzo, parti verdi e box, per altre ancora i lavori sono a buon punto.
Il dato che si deve valutare e apprezzare è l’interesse che l’iniziativa ha prodotto nei detenuti. In molti hanno deciso di seguire il corso di formazione per diventare educatori cinofili, 80 gli ammessi. E’ evidente, il progetto è andato al di là della propria mission, agganciando al recupero e alla rieducazione dei cani cuccioli e adulti una prospettiva di futuro nell’esistenza che fuori dal carcere molti detenuti riprenderanno, ma forse nell’oggi – ancora più importante – un modo di vivere con meno criticità all’interno della struttura detentiva.