Venezia: maxi frode carburanti, sequestrati 37 milioni, 4 arresti
26 Novembre 2019Dalle prime ore di oggi la Guardia di finanza di Venezia e i Carabinieri di Roma stanno eseguendo l’ordinanza con cui il G.I.P. del Tribunale della capitale ha disposto una custodia cautelare in carcere e tre arresti domiciliari, nei confronti di indagati a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata ai reati di dichiarazione fraudolenta, omessa e infedele, utilizzo di fatture false e indebita compensazione di imposte. E’ altresì in corso il sequestro, finalizzato alla confisca, di quote societarie, disponibilità finanziarie e di 48 immobili situati nelle province di Milano, Novara, Parma e Reggio Calabria del valore complessivo di 37 milioni di euro, quale illecito profitto corrispondente all’IVA non versata, relativa alla cessione di oltre 270 milioni di litri di carburante.
L’indagine è stata avviata nel 2016 a seguito degli accertamenti svolti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Venezia, che aveva individuato numerosi distributori stradali nella provincia veneta e nel territorio nazionale, che applicavano un prezzo “”alla pompa”” sensibilmente inferiore alla media di mercato, reso possibile per effetto dell’evasione dell’IVA sui trasferimenti tra le diverse imprese della filiera commerciale. La successiva ricostruzione delle operazioni commerciali, eseguita mediante riscontri contabili e indagini finanziarie su oltre 300 posizioni bancarie, sotto la costante direzione dei magistrati romani ha consentito di individuare un’organizzazione criminale, con base in uno studio professionale a Roma, facente capo a 2 intermediari calabresi, fratello e sorella, e a 2 “”esperti”” di prodotti petroliferi di Milano. I 4 responsabili della frode hanno gestito un traffico di carburante per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, omettendo di versare l’IVA per 31 milioni di euro, interponendo nella filiera commerciale numerose società risultate essere mere “”cartiere””, tutte gestite dall’organizzazione.
Le attività investigative complessivamente svolte hanno sinora consentito di individuare 65 società coinvolte nella frode, per un volume di false fatturazioni pari a 235 milioni di euro e una compensazione di falsi crediti d’imposta per 26 milioni di euro.