Napoli: indagati 9 avvocati per utilizzo di marche da bollo false
4 Dicembre 2019Questa mattina i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare la professione di avvocato per un anno nei confronti di nove professionisti, indagati per il delitto di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato, in quanto responsabili di plurime condotte di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli indagati, infatti, avrebbero indotto in errore il funzionario responsabile dell’Ufficio Ruolo Generale Affari Contenziosi Civili del Tribunale di Nola al fine di procurarsi un ingiusto profitto patrimoniale pari all’importo del valore bollato riutilizzato, con corrispondente danno economico per lo Stato.
Le indagini sono state avviate sulla base delle molte segnalazioni arrivate alla Procura dalla Presidenza del Tribunale di Nola, per denunciare le tante irregolarità rilevate dall’Ufficio
Ruolo Generale Affari Contenziosi Civili in sede di iscrizione a ruolo delle cause civili: nel procedere alle lavorazioni delle buste telematiche trasmesse dagli avvocati e contenenti l’iscrizione a ruolo di cause civili, nel momento in cui l’operatore dell’Ufficio Ruolo Generale procedeva ad inserire il numero identificativo della marca da bollo o del contributo unificato, il sistema informatizzato negava la possibilità di inserimento dei dati in quanto gli stessi risultavano già registrati ed utilizzati.
La Guardia di Finanza di Nola è stata delegata dalla Procura della Repubblica a verificare l’autenticità delle marche da bollo e dei contributi unificati segnalati e a riscontrare l’eventuale utilizzo dei valori da bollo in altri procedimenti incardinati anche presso altri Uffici giudiziari dell’intero territorio nazionale: tutte le marche da bollo segnalate, alla data della richiesta di iscrizione a ruolo, sono risultate già utilizzate, come mere fotocopie, alcune anche più volte dallo stesso difensore, ovvero da altri avvocati facenti parte del medesimo studio legale degli indagati.