Come si riorganizza la Cassazione dopo il 15/4: in aula e da remoto

Corte di Cassazione - particolare della facciata del Palazzo
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La Corte di cassazione inizia a riorganizzare le attività che l’emergenza epidemiologica da COVID-19 aveva in gran parte rallentato e in molti casi interrotto del tutto. Approssimandosi il 15 aprile, termine di sospensione ex lege dell’attività giudiziaria non urgente, previsto dal decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020, Giovanni Mammone, Primo Presidente ha emanato un nuovo provvedimento con adeguate misure organizzative riguardanti il periodo che andrà dal 16 aprile al 30 giugno.

La Cassazione, pur confermando quanto già disposto con il precedente decreto presidenziale in materia di lavoro agile del personale amministrativo e di conseguente riduzione delle risorse da destinare alle attività ordinaria, con il nuovo decreto “ stabilisce le misure per la trattazione delle udienze che rientrano nelle previsioni dell’articolo 83, comma 3, del D.L. n. 18 del 2020” (fra le altre: cause di competenza del tribunale per i minorenni relative alle dichiarazioni di adottabilità, ai minori stranieri non accompagnati, ai minori allontanati dalla famiglia ed alle situazioni di grave pregiudizio; cause relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità, o ancora procedimenti a carico di detenuti) ma anche quelle che risultino “compatibili con le misure di prevenzione del contagio e con le risorse disponibili”, per il periodo successivo al 15 aprile.

Pertanto, in modo graduale e tenendo conto della necessità di limitare l’accesso del personale e degli avvocati, la Corte Suprema si appresta a riprendere le attività, dando priorità ai procedimenti che riguardano i detenuti ma anche intensificando, sempre per ridurre il rischio di contagio, le udienze camerali da remoto.