Appalti pilotati per favorire ‘Ndrangheta. Sequestri per oltre 100milioni di euro

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Si chiama “Waterfront”, l’operazione che questa mattina ha visto eseguire 63 misure cautelari e sequestri di beni e imprese per oltre 100 milioni di euro, portando così alla luce l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche – reati aggravati dall’agevolazione mafiosa -, abuso d’ufficio e corruzione per atti contrati ai doveri d’ufficio.
L’indagine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e condotta dalla Guardia di Finanza, ha coinvolto 43 imprese, 11 funzionari pubblici ed è stata eseguita nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia, Messina, Palermo, Trapani, Agrigento, Benevento, Avellino, Milano, Alessandria, Brescia, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma.
Il cartello criminale, che operava all’ombra del clan Piromalli, mirava al controllo dell’intero sistema delle gare pubbliche indette dalle stazioni appaltanti a Reggio e nella piana di Gioia Tauro, grazie al supporto di tecnici comunali e progettisti.